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Quota 100 piace: in
provincia 545 richieste
di pensione anticipata

Cominciano a farsi sentire gli effetti del pensionamento anticipato,  la famosa quota 100 che a livello provinciale (dati Inps aggiornati all’11 aprile) è stata richiesta da 545 persone. Alla pensione anticipata è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, di un’anzianità contributiva non inferiore a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Unito a ‘opzione donna’, che interessa in maniera massiccia il mondo scolastico, il pensionamento anticipato prefigura un vasto ricambio a partire dagli enti pubblici. In Comune, dove ormai è consentito un turn over del 100%, si prevede che tra 2019 e 2020 raddoppierà il numero dei pensionamenti rispetto al trend storico. E ad oggi sono una decina in più – rispetto ai pensionati della legge Fornero – coloro che hanno chiesto la pensione anticipata ai sensi delle nuove normative. La nuova amministrazione dovrà decidere in che modo colmare tanti vuoti: per alcuni settori, ad esempio la Polizia Locale e gli assistenti sociali, esiste già una graduatoria a cui attingere; per molti altri si apre la possibilità di concorsi o di guardare a graduatorie di altri enti.

Nella sanità il pensionamento anticipato in base a quota 100 rischia di peggiorare una situazione di carenza cronica di medici specializzati, dovuta all’imbuto nell’accesso alle scuole di specializzazione. Nell’Asst di Cremona negli ultimi giorni sono arrivate due richieste di pensione anticipata da parte di personale degli uffici, un dirigente e un collaboratore amministrativo. Andrà pensione dal 19 ottobre il primario di Otorino Maurizio Magnani, uno dei dirigenti di più vecchia data dell’ospedale cittadino.

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