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Malvezzi: “Fondamentale
puntare sul lavoro. Istituiremo
la Scuola dei Mestieri”

Il tema del lavoro sta particolarmente a cuore al candidato sindaco del centrodestra, Carlo Malvezzi, che evidenzia come “Dati recenti” confermino che “a differenza del trend lombardo e provinciale, Cremona fatica a riemergere dalla crisi occupazionale. A Cremona ogni giorno le aziende ricercano personale direttamente o tramite operatori specializzati per trovare nuovi lavoratori. Spesso, però, si registra una distanza tra le competenze richieste dalle aziende e le competenze in capo a coloro che cercano lavoro. Vogliamo una Cremona ospitale per chi è alla ricerca e per chi offre un’occupazione, affinché né i nostri giovani né le nostre imprese siano costretti a guardare fuori dal territorio. Vogliamo favorire la creazione di incubatori di idee, sostenere le start-up, incrementare la cultura dell’intrapresa attraverso le esperienze legate all’alternanza scuola-lavoro. L’istituzione di corsi formativi ad hoc, legati alle esigenze locali, è inoltre una risposta agli stimoli che arrivano da cittadini ed imprese, stimoli supportati anche da recenti analisi scientifiche”.

L’idea di Malvezzi è quindi quella di realizzare una scuola dei mestieri, che superi lo “scollamento tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Siamo convinti che accanto ai percorsi di alternanza, servano ulteriori percorsi post-qualifica e post-diploma condivisi con le aziende. Per questo intendiamo favorire la nascita anche a Cremona di una ‘Scuola dei mestieri’ che, da un lato, utilizzi i percorsi di Regione Lombardia e, dall’altro lato, sfrutti l’opportunità dei fondi inter-professionali a disposizione delle imprese per moduli formativi brevi ma altamente specializzati”.

Spazio anche al tema di unversità e ricerca, consolidando “il rapporto con le università locali” afferma Malvezzi. “Cremona ospita quattro sedi universitarie e numerosi corsi collegati, le università beneficiano di contributi siglati in apposite convenzioni. Ebbene: intendiamo rinnovarle nei contenuti e soprattutto nell’approccio, passando da una modalità di mera contribuzione ad un rapporto vivo, di confronto costante per un reale supporto alle politiche educative, giovanili e culturali della città. Serve un tavolo di confronto permanente tra Comune e Università per un’alleanza educativa e culturale a 360°”.

“La competenza è fondamentale” aggiunge Jane Alquati, candidata al Consiglio comunale con la lista civica Viva Cremona. “Dal mercato del lavoro proviene infatti sia la richiesta di soft skills che di hard skills, i saperi più tecnici. Immaginiamo percorsi snelli e gratuiti che vedano, da un lato, la formazione in aula, e dall’altro lato, la formazione on the job. Solo in questo modo si può realmente fare matching tra domanda e offerta di lavoro. La Scuola dei mestieri dovrà anche rispondere alla difficoltà costante del territorio a reperire profili come manutentori elettrici o meccanici, operatori di macchine a cnc, sarti specializzati o numerosi altri profili nell’ambito della ristorazione”.

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Commenti
  • Alceste Ferrari

    Non ho capito; non ci sono già le scuole professionali (APC, IAL, ENAIP)?
    Cosa vuol dire ‘sta “scuola dei mestieri”?

    • Illuminatus

      Si tratta anche di modificare il modo di pensare. Non tutti possono essere medici o avvocati; ma attualmente i lavori manuali sono snobbati dai più come denigranti. Invece non è affatto vero: anche fare il pianista è un lavoro manuale. Basta aprire la mente. Non a caso, molti medici e avvocati hanno hobby – manuali. Qualcosa dovrà pur dire, no?

      • Telafó Giovanni

        L’APC è un istituto professionale che non credo venga frequentato da persone che hanno intenzione di andare all’università, mentre IAL, Enaip e, aggiungo, CFP sono centri di formazione professionale che sarebbero effettivamente un doppione della scuola dei mestieri. Magari bisognerebbe far interagire maggiormente queste realtà con il tessuto produttivo del territorio, anche se credo che sia già in essere una collaborazione di questo tipo.

        • Illuminatus

          Io conosco queste realtà anche per averci lavorato in qualità di coordinatore didattico in uno degli istituti da Lei menzionato.

          Ma se ci sono aziende che offrono lavoro e non trovano personale, evidentemente non bastano, bisogna fare di più; a partire del cambiamento di mentalità da me sopramenzionato.

        • Illuminatus

          Le avevo risposto ma mi hanno tolto l’intervento. Ora non ho altro tempo, Le auguro una buona serata.

  • brontolo

    Ottima idea cosi potrà imparare un lavoro dopo che non riuscirà a trovare una poltrona nemmeno in comune…ahahsh

  • Elio

    Ci sono gia le scuole professionali e quelle che i segnano mestieri e ad incrociare offerte e richieste di lavoro ha detto il governo che avrebbe messo gli uffici di collocamento in grado di farlo. Che si facciano pressioni sul governo. Cosi facendo si evita che chi cerca lavoro si appoggi ad agenzie le quali,assieme ai lavoratori,sono spesso usati dalle ditte in maniera al limite del legale altrenando contratti con le agenzie e contratti direttamente dalla ditta in modo da non doversi( e sia mai…) legare ad un lavoratore con contratti a tempo indeterminato

  • Giustino Fontana

    Impara l’arte e mettila da parte… visto che il lavoro non c’è..

    • Illuminatus

      Il lavoro si può anche creare da soli, si vedano ad esempio i liutai. Non tutti debbono essere dipendenti da altri per forza.

  • Giamburrasca19

    L’incubatore di idee è gia presente a cremona e si trova al Polo Tecnologico.
    Si chiama COBOX, spazio di ricerca e sviluppo di start up.
    È in un luogo che ha denigrato dicendo che non è innovativo, sede di aziende troppo vecchie.
    Ma.almeno Malvezzi conosce Cremona, sa’ di cosa parla?
    Inventa la scuola dei mestieri……
    On the job…soft skills hard skills…. Quando parla fa’ danni.

    • Illuminatus

      Sulla Scuola dei Mestieri sono invece d’accordissimo. Il Polo Tecnologico è adatto ad un certo tipo di giovani, ben venga. Per altri, dalle diverse attitudini e background culturali, serve più formazione a livello manuale-tecnico.

      Attualmente molte aziende del settore artigianato non trovano addetti, in alcuni casi perché le relative scuole preparatorie hanno chiuso, come ad esempio quello dei parrucchieri uomo. Il settore legno è quello in cui trovare buoni addetti è quasi una chimaera, e questo mentre le aziende che esportano hanno più bisogno di mano d’opera!

      Rassegniamoci: non tutti possono fare un percorso di istruzione superiore, chi lo compie pur non essendo tra i migliori della classe andranno incontro a delusioni (disoccupazione), mentre c’è penuria di gente che sa sistemare un impianto elettrico.

      • Giamburrasca19

        Sono d’accordo ma.abbiamo.gia’ le scuole professionali che sfornano elettricisti,muratori,saldatori, idraulici ecc.ecc.
        Si rischia di fare un doppione
        Ho un fortissimo dubbio: scuola dei mestieri alias scuola della Compagnia Delle Opere con finanziamenti regionali x italiani e scuole professionali per tutti gli altri ?
        Io invece opterei per rendere veramente competitive le scuole professionali ripristinando il merito e le bocciature se non si studia.
        Poi e’ il solito discorso, mancano idraulici, elettricisti ma tutti vogliono giovani con esperienza…un controsenso.

        • Illuminatus

          Concordo con la prima parte, meno con la chiosa. L’azienda dove lavoro io assume anche chi non ha esperienza specifica. L’importante è che sia motivato, serio, affidabile, e che voglia davvero imparare il mestiere.

          • Giamburrasca19

            Giusto e farei così anch’io.
            Ma purtroppo la cosa non è generalizzata.

      • Alceste Ferrari

        Ribadisco che l’idea mi pare un doppione di altre cose già esistenti e che invece si debba lavorare per maggiore raccordo fra scuola e mondo del lavoro