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Gli alunni della Trento
e Trieste alla finale veneta
di 'Eureka funziona!'

Grande festa a Treviso per i vincitori della settima edizione di “Eureka!Funziona!”, la gara di costruzioni tecnologiche per giovani inventori. Oltre 500 gli alunni delle classi di quinta elementare provenienti da 20 delle 47 città italiane coinvolte nel progetto. Per il territorio cremonese ha partecipato l’istituto Trento e Trieste di Cremona selezionato durante la gara territoriale di Eureka! Funziona! dello scorso 11 aprile. I 25 alunni partecipanti hanno così avuto modo di rappresentare il territorio cremonese presentando il gioco “Magic Labi Prince”. Il BHR Treviso Hotel è stato per un giorno la scenografia perfetta di giochi, intrattenimenti, interviste ai piccoli protagonisti e spazi espositivi per le loro invenzioni.

Ospiti d’onore: gli attori del Teatro Educativo, Alberto Maroni di AIF (Associazione per l’Insegnamento della Fisica), Maria Raffaella Caprioglio (Presidente UMANA), Francesca Santoro e Paola Scognamiglio, ricercatrici dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), area Bioengineering and Biotechnology.

Il progetto Eureka!Funziona! attivo in Europa dal 2003, in Italia è stato promosso a livello nazionale da Federmeccanica in accordo con il MIUR e con la collaborazione di numerose Associazioni Territoriali di Confindustria tra cui quella della Provincia di Cremona, attraverso il suo Gruppo Giovani Industriali. I Giovani Industriali di Cremona, forti di una specifica delega all’Education, si pongono l’obiettivo di orientare all’imprenditorialità: stimolare l’ingegno e sviluppare le competenze interdisciplinari e l’attitudine al lavoro. Ai partecipanti è stato richiesto di elaborare, partendo da un kit di materiali, un’invenzione giocattolo traendo ispirazione dalla vita quotidiana. Il principio che anima Eureka! Funziona!, infatti, è proprio quello di utilizzare “l’invenzione” come strumento per imparare.

«L’entusiasmo che ci mettono i bambini nella realizzazione di Eureka! Funziona! – evidenzia Chiara Ferrari, Presidente dei Giovani Industriali di Cremona – ci riempie di orgoglio e, allo stesso tempo, ci stimola ad aumentare il nostro impegno a favore della Formazione e del ruolo centrale che essa ha nella crescita competitiva del nostro Paese. Eureka! Funziona! rappresenta in realtà anche per noi adulti ogni volta un’esperienza nuova ed istruttiva. Mai come oggi siamo consapevoli di quanto la formazione e lo sviluppo di skills trasversali (come il lavoro in team e il problem solving che il progetto affronta) siano centrali per la crescita competitiva del nostro Paese. Ci piacerebbe molto che lo spirito “imprenditivo” sperimentato durante Eureka!Funziona! potesse essere portato avanti dai piccoli studenti lungo tutto il loro percorso didattico (dalla scuola all’università). Sarebbe senza dubbio un grande aiuto per affrontare in maniera molto più semplice e consapevole l’ingresso nel mondo del lavoro. Quest’anno, per spiegare le nuove tecnologie è stato distribuito a tutti i bambini il libro “Ada, Alan e i misteri dell’IoT”, un racconto realizzato tra gli altri dal collega Corrado La Forgia, Vice Presidente dell’Associazione Industriali di Cremona, con il quale desidero davvero complimentarmi per essere riuscito a raccontare in maniera davvero curiosa e coinvolgente l’affascinante mondo del 4.0».

 Il libro di cui La Forgia è coautore insieme a Sabrina De Santis, Nicola Intini, Raffaella Miscioscia e Pierpaolo Pontrandolfo è un racconto corale, fatto di parole e immagini, illustrato da Carlo Molinari, che porta i lettori più giovani alla scoperta di nuove tecnologie come i cobot e di tutto il mondo 4.0, offrendo una chiave di lettura vivace e coinvolgente sulla rivoluzione che viviamo, connessa all’avvento delle tecnologie digitali destinate a modificare non solo i processi produttivi ma anche il nostro modo di vivere.

“È importante che le ragazze e i ragazzi si appassionino ai temi delle nuove tecnologie; sono loro i veri padroni del futuro, saranno gli utilizzatori, gli ideatori e i progettisti di ulteriori nuovi sviluppi” dichiara La Forgia, a.d. di Bosch VHIT di Offanengo. “Abbiamo provato a introdurre gli argomenti in maniera semplice, con un linguaggio a loro consono, attraverso il racconto di un’avventura fantastica. “L’obiettivo di ‘Ada, Alan e i misteri dell’IoT’ è quello di  incuriosire i giovani lettori nella speranza che alcuni di loro sviluppino l’ulteriore voglia di approfondimento”.

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