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Con le temperature si alza
anche l'ozono: 8 giorni
su 10 oltre la soglia

Torna l’allerta smog fotochimico in Lombardia. Protagonista con l’innalzamento delle temperature e l’aumento dell’irraggiamento solare è l’ozono troposferico, potente ossidante pericoloso per la salute. Procede, così, da parte di Legambiente Lombardia la conta dei giorni di superamento dei livelli di riferimento per l’inquinamento da ozono, fissato in 120 µg/m³ (microgrammi per metro cubo) come media di otto ore, da non superarsi per più di 25 giorni all’anno, ma con l’acutizzarsi del fenomeno si segnalano già livelli massimi preoccupanti, superiori alla soglia di informazione (180 µg/m³) e vicini ai livelli di allarme (240 µg/m³), come nel caso di Erba (Como), che ieri, lunedì 23 giugno, ha raggiunto il picco orario di 225 µg/m³.

Anche Cremona non è immune dal fenomeno. La media di otto ore negli ultimi 10 giorni ha superato il valore obiettivo 8 volte sia alla stazione di Cremona Fatebenefratelli (punta ieri, lunedì 24 giugno, con un valore di 146 µg/m³) sia di Spinadesco (punta sempre con un valore di 162 µg/m³). Per quanto riguarda il massimo giornaliero, invece, la stazione di Fatebenefratelli è rimasta sempre al di sotto della soglia di informazione (180 µg/m³) con il record toccato sempre il 24 giugno (153 µg/m³, 152 µg/m³ il 19 giugno). Più alti, invece, i valori di Spinadesco, dove la centralina è entrata nella soglia di informazione con un valore limite verso il basso (180 µg/m³) sempre nella giornata di ieri, mentre per quanto riguarda i precedenti 9 giorni i valori massimi sono rimasti fuori dalla soglia di informazione, con punte di 157 µg/m³ (mercoledì 19 giugno) e 155 µg/m³ (domenica 23 giugno).

“Non ci stancheremo – dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia -, come ogni anno, di denunciare la grave sottovalutazione dell’inquinamento estivo da ozono. Le politiche di moderazione del traffico, da attuare anche in estate, si devono integrare con la gestione delle emissioni industriali, delle centrali termoelettriche e degli inceneritori A caldaie domestiche spente, ma con alta domanda di elettricità per la climatizzazione, questi consumi insieme al traffico pesano complessivamente per la quasi totalità delle emissioni di NOx”.

Legambiente ricorda che gli orari più critici per gli alti livelli di ozono sono quelli del pomeriggio, ma anche della prima serata, perché questo inquinante resta nell’aria anche nelle prime ore dopo il tramonto del sole. Dunque, se possibile, le attività all’aperto dovrebbero essere limitate alle ore mattutine, mentre nel resto della giornata è consigliabile tenere ben chiuse porte e finestre di casa. Un’attenzione particolare va posta ad anziani e bambini, i soggetti più a rischio. E’ bene anche fare attenzione al fumo e ad altre sostanze irritanti presenti in ambienti domestici e lavorativi, considerando che la tossicità dell’ozono aumenta considerevolmente la vulnerabilità delle mucose respiratorie. Se nelle città l’ozono esercita la sua azione nociva in combinazione con gli altri inquinanti da traffico, la situazione non migliora in aree verdi e montane: perché a differenza delle altre sostanze, l’ozono tende ad avere valori molto alti proprio in aree aperte e spazi rurali, anche in montagna o sulle rive dei laghi.

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