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Bombardamento
del 10 luglio 1944,
commemorate le vittime

Rinnovato questa mattina il ricordo di tutte le persone morte a causa del bombardamento che colpì duramente Cremona 75 anni fa, durante la seconda guerra mondiale. La cerimonia, organizzata dal Comune e dal Dopolavoro Ferroviario di Cremona, si è tenuta davanti al monumento dedicato ai ferrovieri caduti, in presenza delle autorità civili e militari e dei rappresentanti delle Associazioni partigiane, d’arma e combattentistiche.

La commemorazione è stata introdotta dal presidente del Dopolavoro Ferroviario di Cremona – Mantova Virgilio Ferrari. A seguire Emy Mori e Germano Denti hanno letto due brani tratti dal libro “10 luglio piccola storia cremonese” di Gianluigi Boldori, quale testimonianza di quei drammatici momenti. Il sindaco Gianluca Galimberti, prima del suo intervento, ha invitato la signora Francesca Ziglioli, che all’epoca del bombardamento aveva 13 anni, a raccontare la sua esperienza di testimone oculare di quella che, pur in tempo di guerra, doveva essere una giornata normale e che si è trasformata invece in un inferno.

Il primo cittadino, riprendendo la testimonianza della signora Francesca, ha sottolineato come l’abitudine al suono delle sirene fosse divenuta anche l’abitudine alla guerra e come questo evento abbia segnato la vita di un’intera città. “La guerra è uno sbaglio – ha detto il sindaco – è morte e distruzione, una non-vita. Ma le guerre sono anche e soprattutto le ferite che lasciano dietro di se. La nostra Europa è nata da questa guerra, in cui non bisogna guardare la nazionalità delle vittime, perché non morirono cittadini italiani, tedeschi o francesi, ma persero la vita cittadini europei. L’Europa è il nostro orizzonte. La nostra speranza per il futuro dev’essere quella di un’Europa unita, ogni azione o parola di noi cittadini è fondamentale e ogni atto che va contro questa Europa può generare altre guerre. I nomi dei nostri concittadini che persero la vita nel tragico bombardamento andrebbero citati insieme a quelli dei tredici soldati tedeschi che morirono sotto le bombe come segno di un’Europa unita, un’Europa di pace”.

Dopo il discorso del sindaco è stata deposta una corona d’alloro da parte delle autorità presenti ed il parroco di Sant’Ambrogio, mons. Carlo Rodolfi, ha benedetto il monumento. La corona è stata successivamente portata sotto la lapide, collocata su un edificio di quella che un tempo era conosciuta come Porta Milano, ora piazza Risorgimento, che reca la seguente epigrafe: Come questa pietra immutabile il ricordo ed il compianto per i cremonesi vittime innocenti di bombardamento aereo vivranno eterni ammonendo pace tra i popoli.

Come da tradizione ormai consolidata, la cerimonia si è chiusa con la messa celebrata nella adiacente chiesa di S. Ambrogio in ricordo di tutti coloro che persero la vita a causa del bombardamento. Alla cerimonia, in rappresentanza del Comune, sono intervenuti il presidente del Consiglio comunale Paolo Carletti, gli assessori Rodolfo Bona, Luca Burgazzi, Barbara Manfredini, Simona Pasquali e Rosita Viola. Erano inoltre presenti alcuni consiglieri comunali.

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