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Sulle vetrine i volti degli
indagati di Bibbiano: la
campagna di un negoziante

Due maxi cartelloni sul ‘Caso Bibbiano’ hanno fatto la loro comparsa lunedì scorso sulle vetrine del negozio di pizzeria d’asporto ‘Il Dollaro’ di Largo Boccaccino 28. Due cartelloni ‘shock’ che riportano da una parte volti di bimbi imbavagliati, e dall’altra i volti e i nomi degli indagati. Bibbiano, ecco i mostri’, si legge in alto. E in fondo: ‘Potrebbe succedere ad ognuno di noi’, ‘Vogliamo la verità’. Sul cartellone dei bimbi, invece, la scritta ‘Giù le mani dai nostri figli’, ‘Mamma, papà, dove siete…venite a salvarmi!’. Non è certo usuale passare per il centro e trovarsi davanti due cartelloni di questo genere sulle vetrine di un esercizio commerciale.

L’idea di affiggerli è di Tony Racano, responsabile de ‘Il Dollaro’, al quale l’inchiesta di Reggio Emilia legata ad un presunto sistema illecito di gestione dei minori in affido e sfociata in una serie di esposti per casi di abusi sessuali, ha molto impressionato. “Sono papà di una bimba di cinque anni ed è impensabile che possano succedere fatti come questi”. Un’indignazione che Racano ha riportato anche sulla sua pagina facebook nella quale invita altri negozi a fare altrettanto. “Questo è ciò che è affisso sulle mie vetrine”, si legge sul suo profilo. “Se volete, anche voi potete fare qualcosa. Attaccate un’immagine sui vetri del vostro negozio, della vostra auto, facciamoci sentire se vogliamo verità e giustizia. Io ci ho messo la faccia senza paura. Ricordate, quello che è successo a loro poteva e può succedere anche a noi”.

Racano scrive di averci messo la faccia senza paura, e in effetti non gli sono state risparmiate critiche. “Oggi qualcuno mi ha accusato di fomentare odio”, ha detto, “ma voglio ricordare che i volti e i nomi di queste persone sono noti a tutti, sono apparsi su tutti i giornali e su tutte le televisioni nazionali. Certo, non c’è ancora stato un processo, se un domani saranno assolti chiederò scusa, ma intanto ora sono sotto accusa”. Il responsabile del negozio parla esclusivamente in qualità di padre: “Non ho mai pensato nè di fare pubblicità al mio locale, nè di accusare un partito politico o un altro, tanto che ho tolto tutti i simboli politici dai cartelloni. E per quanto riguarda i nomi e i volti degli indagati, li ho scaricati da internet. Nulla di segreto”. “Questa è solo una mia iniziativa personale che vuole mettere al centro dell’attenzione i bambini, che sono le sole e uniche vere vittime. Nulla di più”.

Sara Pizzorni

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