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Erbacce nelle aree di
pregio, il Comune
sperimenta il pirodiserbo

Per combattere l’invasione di erbacce nelle zone di pregio del centro storico, tra ciotoli delle piazze, marciapiedi e monumenti, il Comune corre ai ripari con un metodo sperimentale, “al fine di ripristinare il decoro di zone dove l’erba si diffonde con grande facilità e volto a rafforzare la manutenzione del verde pubblico” lo annuncia l’amministrazione comunale che nella mattinata di giovedì 5 settembre, darà il via alla sperimentazione con l’uso di pirodiservo, sotto la supervisione degli addetti delle Serre comunali. Grazie ad apposite attrezzature, la tecnica sperimentale verrà provata sul sagrato e sul retro della chiesa di S. Lucia tra via Bissolati e via Ruggero Manna, sul sagrato alla chiesa di S. Omobono, sempre in via Ruggero Manna, in piazza S. Agostino e davanti alla chiesa di S. Vincenzo di via Palestro. In base all’esito che darà questa sperimentazione, già presente in altri contesti cittadini, il Comune valuterà se e come adottarla così da intervenire in modo sempre più efficace a tutela del decoro urbano.

Il pirodiserbo si effettua con calore secco o umido, prodotto con diversi metodi tra cui onde elettromagnetiche, elettricità, vapore acqueo o energia termica, nelle varie forme di fiamma libera e raggi infrarossi. L’azione del pirodiserbo è legata allo shock termico provocato sulle infestanti dal rapido passaggio della fiamma o di un’altra fonte di calore. Il principio sul quale si basa il pirodiserbo è quello di provocare il veloce innalzamento della temperatura all’interno dei tessuti della pianta da eliminare, provocando la distruzione delle membrane cellulari e la coagulazione delle proteine con conseguente morte della pianta nell’arco di 1 a 3 giorni, a seconda delle condizioni climatiche e delle specie trattate.

Il pirodiserbo viene applicato oltre che nelle colture erbacee di pieno campo, quali il mais e le orticole, per la lotta alle infestanti, nelle colture arboree, per il controllo della flora spontanea, la spollonatura, così come nelle aree extra-agricole (aree verdi, parchi, giardini, strade, ferrovie, ecc.) per il controllo delle infestanti. Si tratta di un mezzo di lotta fisico privo di residui pericolosi per la salute umana e dall’impatto ambientale basso e ha inoltre ha una buona capacità di devitalizzazione delle piante infestanti nelle prime fasi di crescita.

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