Cronaca
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Spruzza spray al peperoncino ai due cani dei vicini di casa Un video filma la scena

L’avvocato Zontini

Nascosto dietro l’auto e armato di spray al peperoncino, avrebbe atteso vicino ad una siepe l’arrivo dei cani dei vicini ai quali avrebbe spruzzato il contenuto urticante. A processo con l’accusa di maltrattamento di animali c’è Giuseppe Cremonesi, residente a Sesto ed Uniti, difeso dall’avvocato Alessandro Zontini, mentre parte civile si è costituita Agata Andreini, la padrona dei due animali, due Jack Russell Terrier. L’episodio risale alle 20,30 del 6 giugno del 2016 nell’abitazione di viale Matteotti a Sesto. “Lo ricordo come se fosse oggi”, ha detto la donna al giudice. “Quella sera stavo cenando con mio marito e mia figlia e come sempre abbiamo fatto uscire i cani, che sono con noi da sette anni, per fare i loro bisogni. Ad un certo punto abbiamo sentito un abbaiare molto intenso, diverso dal solito, e così sono uscita a vedere. Avevano gli occhi chiusi e irritati e continuavano a tossire. Li ho presi e sono andata immediatamente dalla veterinaria. Nel frattempo mio marito e mia figlia hanno controllato le immagini delle telecamere della casa e dal video si vedeva chiaramente il nostro vicino nascosto dietro la sua macchina che si avvicinava ad una siepe con in mano una bomboletta con la quale continuava a spruzzare qualcosa”. “I cani”, ha riferito la Andreini, “sono stati male per un pò di tempo, erano agitati ed ingestibili, ma poi per fortuna sono stati bene. La registrazione di quel video l’ho portata ai carabinieri.

A Luciano Baccanti, all’epoca dei fatti commissario della polizia locale di Sesto ed Uniti, sono state mostrate in aula delle fotografie estrapolate dal video, frame nei quali il testimone non è riuscito a riconoscere l’autore dei maltrattamenti. Lo ha riconosciuto però cinque minuti dopo, quando gli è stato mostrato il video. “Sì, è Giuseppe Cremonesi”, ha detto. A Baccanti, l’imputato si era già rivolto lamentandosi di alcune problematiche riguardanti proprio i due Jack Russell dei vicini. Al teste, l’avvocato della difesa ha invece chiesto in merito alle telecamere della casa e all’autorizzazione rilasciata dal Comune. “Non ci sono autorizzazioni per le telecamere private che inquadrano luoghi pubblici”, ha risposto il commissario Baccanti.

Infine è stata sentita la moglie dell’imputato. Anche a lei è stato mostrato il video, ma la donna non ha riconosciuto il marito. “Mio marito è meno robusto della persona ripresa dalle telecamere”, ha precisato.

Gli ultimi testimoni saranno sentiti nell’udienza del prossimo 16 dicembre, quando sarà emessa anche la sentenza.

Sara Pizzorni

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