Cronaca
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Spaccio nel piacentino: clienti anche cremonesi disposti a tutto per proteggere i pusher

C’erano anche numerosi cremonesi tra le centinaia di assuntori di stupefacenti, clienti di una potente famiglia marocchina che gestiva un florido mercato nel piacentino. A stroncare il mercato familiare ci hanno pensato i finanzieri della tenenza di Fiorenzuola: 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere (6 da eseguire), 4 di custodia ai domiciliari emesse dal gip per traffico e spaccio di droga, nove persone denunciate per sostituzione di persona e cinque arresti in flagranza, 600 cessioni di cocaina ed eroina solo in un mese per un ricavo lordo di circa 50mila euro. Tre le piazze di spaccio (Caorso, Cadeo e Induno Olona nel Varesotto), controllate e gestite da decine di batterie di pusher professionisti pagati 100 euro al giorno. A tirare le fila del sodalizio criminale era la famiglia marocchina. Gli incassi, centinaia di migliaia di euro in pochi mesi, erano reinvestiti nel paese d’origine. I clienti, dai 18 ai 50 anni di Parma, Piacenza e Cremona, erano disposti a tutto pur di proteggere gli spacciatori: in qualche caso per non farli scoprire qualcuno ha ingoiato addirittura lo stupefacente. I finanzieri hanno appurato che i tossicodipendenti portavano loro cibo e acqua, arrivando anche a scoprire una cascina nella quale due giovani donne, pur di avere la droga, si prostituivano.

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