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Commissione speciale
d'indagine sul caso piscine,
presentata la richiesta

E’ stata depositata nella mattinata di martedì la proposta di deliberazione sottoscritta da tutti i Consiglieri di minoranza, pari esattamente ad un terzo dei Consiglieri Comunali, per chiedere al Consiglio l’istituzione di una Commissione speciale d’indagine, ai sensi dell’art 29 del Regolamento, sulla questione della piscina comunale. Un documento già preannunciato dagli stessi consiglieri, che chiedono conto della “Verifica dell’adempimento degli obblighi di vigilanza previsti dall’art. 9 della Convenzione sottoscritta in data 19 ottobre 2017 tra il Comune di Cremona e l’A.T.I. tra Sport Management s.p.a. s.s.d. (capogruppo), Paolo Barchi s.r.l. e Giorgio F.lli s.r.l. (mandanti), finalizzata a regolare l’affidamento in Concessione della gestione della Piscina Comunale, sita in Piazza Azzurri d’Italia, con lavori accessori di ristrutturazione e riqualificazione nonché con oneri di progettazione”.

Si chiede inoltre la “verifica della sussistenza dei presupposti per l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente di chiusura piscina comunale a seguito di un esposto di alcuni lavoratori di A.T.I. Sport depositato in data 1 marzo 2019 e acquisito dal Comune con protocollo riservato”. Infine il documento chiede conto dell'”esecuzione della sentenza del Tar Lombardia del 28 ottobre 2019 e verifica dell’attuale situazione dell’impianto natatorio rispetto alle normative che disciplinano la materia ed in particolare in relazione alle condizioni igienico sanitarie, ai valori dell’acqua e al funzionamento di tutti i dispositivi previsti dalle norme di legge”.

Dalle dichiarazioni rilasciate dai capi gruppo di maggioranza e dal Presidente del Consiglio sembrerebbe che gli stessi non vogliano la Commissione speciale d’indagine, tentando interpretazioni fantasiose del Regolamento e citando a sproposito l’operato della Giunta Perri ai tempi della Fin” sottolineano i firmatari. “E’ evidente la difficoltà degli stessi a controbattere nel merito le dettagliate e approfondite motivazioni della minoranza così come trovare giustificazioni all’operato del Sindaco e della Giunta. Ma per quanto ci riguarda volentieri ci confronteremo con loro anche sulla gestione Fin, prorogata per  ben 4 volte dalla Giunta Galimberti (dal 2014 al 2017). Rinnovi che erano  preordinati alla stipula di una Convenzione decennale con Fin salvo poi interrompere bruscamente la trattativa intrapresa (a cui stavano partecipando anche rappresentanti delle canottieri) per affidare la piscina per 25 anni a Sport Management, con un bando scritto dalla stessa, nonostante la minoranza avesse documentato con atti depositati in Comune che la citata società aveva contenziosi per inadempimento in tutta Italia”.

Non è nata proprio da questa scelta della Giunta Galimberti il successivo ricorso di Fin a seguito del quale il Comune ha poi dovuto transare pagando un importo di 200.000 euro? E per quanto la gestione Fin non abbia brillato (chi lo ha mai negato?), non ci risulta che ne’ Perri né Galimberti abbiano mai denunciato la Federazione per truffa o per aver messo a rischio la salute pubblica come ha fatto invece l’attuale Sindaco nei confronti di Sport Management.

Ciò che invece ci pare davvero un’impresa impossibile è affermare che l’operato di Sindaco e Giunta, che hanno stipulato una Convenzione di 25 anni per poi revocarla per gravi inadempimenti del gestore dopo solo 2 anni, possa  rappresentare un esempio di “buona amministrazione”. Così come ci paiono davvero incoerenti con il percorso intrapreso di risoluzione della Convenzione e con quanto affermato nella sentenza del Tar Lombardia le dichiarazioni della maggioranza e dell’assessore Zanacchi a favore dell’attuale gestione di Sport Management e del nuovo direttore, come se qualche responsabilità per le gravi inadempienze denunciate proprio dal Comune potesse essere attribuita  a quegli ex dipendenti che sono stati i protagonisti dell’esposto che ha permesso al Comune di vincere al Tar. Ci chiediamo se a questo punto il Comune, che in campagna elettorale ha attivato la risoluzione della Convenzione, non abbia cambiato idea e stia meditando di non costituirsi nemmeno in un eventuale ricorso al Consiglio di Stato nel quale certamente Sport Management potrebbe far valere le recenti dichiarazioni di autorevoli rappresentanti del Comune a favore del sua attuale gestione.

Forse è per questo che la maggioranza non vuole la commissione d’indagine? O per paura di entrare nel merito dei fatti, fare sopralluogo in piscina, acquisire documenti ed ascoltare testimoni che potrebbero mettere in imbarazzo Sindaco e Giunta? D’altronde c’è stato già negato un accesso agli atti (si allega documento) nonostante la giurisprudenza riconosca un diritto illimitato di accesso a favore dei consiglieri comunali essendo tenuti in ogni caso al segreto nell’esercizio del loro ruolo.
Bel modo di fare politica. Avremo perso le elezioni, come ci ricordano sempre, quando sono corto di argomenti, con grande eleganza Sindaco, Assessori e Consiglieri di maggioranza in Consiglio sperando di tapparci la bocca, ma almeno non abbiamo perso la dignita’ e la coerenza di batterci per cio’ che riteniamo giusto nell’interesse dei cittadini”.

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