La chiesa della SS. Trinità, tra restauri e tesori: un piccolo gioiello da valorizzare
"Sotto questa apparente trascuratezza c’è una luce che attende di essere riconosciuta" ci ha raccontato Don Aldo Manfredini
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Un piccolo gioiello nel cuore di Cremona, nascosto e poco conosciuto ai più, che custodisce in sé tanta storia e tante storie.
Un diamante grezzo di arte e spiritualità che oggi si tenta di riportare agli antichi fasti grazie a un importante restauro. È la chiesa della Santissima Trinità e San Gregorio di via Speciano, appartenente alla parrocchia di San Michele.
I lavori proseguono e, già ora, quanto realizzato lascia a bocca aperta.
“Mi ha sempre colpito molto tutto questo – spiega don Aldo Manfredini, parroco di San Michele e della chiesa della Santissima Trinità – perché ne abbiamo sempre visto l’aspetto evidente: molto buia, abbastanza trascurata. Ma poi, man mano, abbiamo scoperto che c’è un tesoro nascosto. E questo, a me personalmente, ha sempre ispirato l’idea di una realtà bella, ma nascosta“.
“Penso che tutti noi, nella vita, siamo un po’ così – aggiunge il sacerdote –. La vita non è soltanto ciò che vediamo. Dentro e sotto c’è qualcosa che attende di essere scoperto, che attende di essere valorizzato”.
Il prossimo 26 settembre la chiesa ospiterà una conferenza tenuta dallo storico e divulgatore Guido Damini. I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria con offerta libera. Il ricavato servirà a sostenere gli interventi di restauro, perché la cura delle mura è – almeno in parte – un aiuto anche ai fedeli di oggi e di domani.
“Che faremmo di una chiesa che diventa semplicemente un museo? – afferma don Aldo –. È il messaggio che porto via ogni volta che entro qui, ora che è in restauro. Si scoprono opere d’arte che non si conoscevano”.
“Sotto questa trascuratezza, o questo buio, c’è una luce – conclude –. Una luce che attende di essere riconosciuta e di dare davvero più vigore alla nostra vita”.