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Morte di Patrizia
Bonvini: cordoglio in
paese e in ospedale

Una tragedia che ha scosso profondamente la comunità di Pieve d’Olmi, dove Patrizia Bonvini viveva da anni con la sua famiglia. Una comunità che ora si stringe attorno al marito Roberto e al figlio 18enne, rimasti soli in quella villetta di via 1 Maggio, al civico 33, dove nella scorsa notte si è consumata la tragedia che ha visto la morte della donna, a soli 47 anni, a causa di una fuga di monossido. Grande anche il cordoglio all’ospedale di Cremona, dove Patrizia Bonvini lavorava come infermiera nel reparto di ematologia.

“In paese c’è molto sgomento per quanto accaduto” commenta il sindaco, Attilio Zabert, che in mattinata ha parlato con le forze dell’ordine. “E’ una famiglia conosciuta in paese, che abitava qui da anni”. In un paese che negli ultimi anni è diventato un po’ comune-dormitorio, come accaduto per molti altri, la solidarietà e la vicinanza è ancora un valore. Così come l’interessarsi dei propri vicini di casa: è stato infatti il provvidenziale intervento del vicino di casa a scongiurare un epilogo ancora più drammatico. “Esiste ancora quella solidarietà e quella voglia di interagire che porta a preoccuparsi di chi ci vive accanto” continua il sindaco. Che ora vuole capire cosa è successo esattamente: “Sono in contatto con i Carabinieri, che stanno lavorando per accertare eventuali responsabilità od omissioni. Non mi capacito di come ancora oggi possano accadere incidenti simili, nonostante tutti i controlli che vengono fatti per garantire la sicurezza degli impianti”.

Il cordoglio corre anche sui social: sulla pagina Facebook della 47enne gli amici e i conoscenti stanno lasciando i propri messaggi di addio, per manifestare il dolore per la perdita ma anche la vicinanza alla famiglia. Patrizia era una donna molto vitale e attiva, che amava i viaggi, la montagna, ma soprattutto trascorrere il tempo con la sua amata famiglia.

lb

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