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Unità pastorale a tre: oggi
l'ufficialità per S.Agata,
S.Ilario e S.Agostino

Si è conclusa questa mattina, domenica 12 gennaio, la prima tappa della visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni che da venerdì ha coinvolto le parrocchie di Sant’Agata, Sant’Ilario e Sant’Agostino e proprio in quest’ultima chiesa si è tenuto, durante la Messa delle 10,  l’avvio ufficiale dell’unità pastorale sotto la guida del moderatore don Irvano Maglia.

La tre giorni di presenza di monsignor Napolioni era iniziata venerdì mattina con la visita ad alcuni ammalati nelle proprie case, proseguendo poi nel pomeriggio incontrando gli anziani e le famiglie residenti nel condominio solidale di via Trotti. Nel pomeriggio, incontro con i ragazzi seguiti per il supporto scolastico e le loro famiglie nell’oratorio di via Chiara Novella.
Sabato mattina il vescovo si era recato presso Casa Ozanam, in via Milazzo e nelle strutture residenziali in via Cattaro e via Piave. Nel primo pomeriggio l’incontro con le coppie che rivestono incarichi pastorali, quali gli accompagnatori dei genitori nei gruppi di Iniziazione cristiana e dei genitori con figli da 0 a 6 anni. Presenti anche i responsabili di Azione Cattolica e del Cammino Neocatecumenale.

Il tema della famiglia è al centro dell’incontro tra le comunità e il vescovo, come ha spiegato sul portale della Diocesi il parroco e moderatore don Irvano Maglia: “A partire dalla visita pastorale è nostra intenzione caratterizzare l’azione pastorale della nuova Unità, nei prossimi anni, sulla dimensione della famiglia assumendola quale paradigma del volto e della missione dell’intera comunità cristiana in questo nostro quartiere cittadino”.
“Auspichiamo che la nostra comunità cristiana si connoti sempre più come una ‘famiglia di famiglie’ e che assuma, nella propria prassi pastorale, i tratti distintivi della famiglia cristiana”, ha aggiunto.

«Le forme e le modalità di una rinnovata azione pastorale – ha detto ancora il moderatore – andranno opportunamente ricercate e condivise, così come andranno sperimentati momenti ed esperienze di accompagnamento e di inserimento alla vita ecclesiale delle realtà famigliari complesse. Ma non partiamo da zero: ci sorregge la consapevolezza di una storia condivisa di comunità cristiane vive, la presenza e l’esempio di sacerdoti e religiosi disponibili e premurosi, la presenza e l’operosità dell’associazionismo laicale e di peculiari Cammini di evangelizzazione, l’esperienza – ormai decennale – del percorso di iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi basato sul modello catecumenale che coinvolge molti genitori, l’attività oratoriana capace di aggregare e motivare molti ragazzi, adolescenti e giovani, significative iniziative di volontariato e di carità».

 

 

 

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