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Dal sottosuolo di via Spalato
emergono tratti di mura
della città fortificata

foto Sessa

Un ampio tratto di mura spagnole cinqucetesche è venuto alla luce nei giorni scorsi durante gli scavi dell’impresa Beltrami per la riparazione di una fognatura in via Spalato. Un tratto che segna il confine tra la città fortificata (nei pressi si trovava il castello di Santa Croce) e il fossato. Da una quindicina di giorni i lavori sono fermi in attesa dei responsi degli archeologi. Il cantiere è sotto la supervisione della direzione scientifica della Soprintendenza delle belle arti e del paesaggio per le province di Cremona e Mantova, diretta da Nicoletta Cecchini. Una parte della Cremona sotterranea che sta suscitando la curiosità di tanti passanti e che ricorda ancora una volta, come in altre occasioni, il fascino della città tardo rinascimentale. Lo scavo si è fermato a circa 6 metri dal livello asfaltato, e le mura, molto ben conservate, sono la prosecuzione di quelle ancora visibili in superficie in via Massarotti, che separano il complesso di santa Monica dal parcheggio Avis. “La parte di muro venuta alla luce è di epoca post medievale, disegnata anche nella carta del Campi. Si tratta della parete esterna alla città, confinante con quello che era il fossato”, spiega l’archeologo Gianluca Mete che pur non occupandosi di questo cantiere in particolare, ha seguito e segue altri scavi e ritrovamenti. “Come noto, questa zona di Cremona fu interessata da importanti interventi di demolizione tra ‘800 e ‘900, anche con l’uso di dinamite e le mura vennero distrutte. Quelle che vediamo sono probabilmente in parte fondazioni e in parte le mura vere e proprie”. La cinta proseguiva dunque tutt’intorno al quartiere Castello e i nuovi edifici sorti nel Novecento nascondono sotto le cantine molto altro ancora. g.b.

Foto Sessa

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