Cronaca
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Si è spento Pino Degrada, 'leone' di El Alamein: si lanciò a 98 anni col paracadute

Si è spento alla soglia dei 99 anni, a Canevino, a pochi chilometri dalla sua Spessa Po, dove era nato il 15 aprile 1921. Giuseppe “Pino” Degrada non c’è più: la morte che era riuscito sempre ad evitare, con coraggio e la fortuna che aiuta agli audaci, nella tremenda battaglia di El Alamein, lo ha colto nella notte tra sabato e domenica. E’ nato e morto nell’Oltrepò pavese, “Pino”, dopo avere vissuto anche a Casalmaggiore per 30 anni, dopo avere vissuto un’esistenza che ne vale almeno dieci di quelle normali.  Circondato dall’affetto delle nipoti e dei nipoti e degli figlio Claudio, Degrada – che aveva perso lo scorso anno la moglie Olga – era uno degli ultimi reduci di El Alamein: tra ottobre e novembre 1942, a soli 21 anni, Giuseppe venne catapultato sul suolo egiziano come parà della Folgore, dopo una menzogna da parte dei capi che promettevano semplici lanci su Malta. Lì Degrada conobbe l’orrore della guerra e crebbe all’improvviso. Divenne uomo in pochi istanti.

Dopo quella battaglia Giuseppe visse anche l’esperienza della prigionia a Ismaila e poi in Palestina: la sua grande intraprendenza gli consentì di sopravvivere e assieme di migliorare la propria condizioni nel campo di prigionia. In quegli anni, fino al rientro in Italia quando già la Guerra era finita da un pezzo (era il 1946), Degrada maturò il senso pratico che lo accompagnò per tutta la sua esistenza. Lavorò a Milano in una tipografia, ma fu anche giardiniere nel paese, dopo essere stato “famèi”, una sorta di allevatore, prima di partire per fare il militare.

A Casalmaggiore arrivò nel 1983, già in pensione, ma non stette mai con le mani in mano: costruì la propria casa in zona Fiammetta e si diede da fare, trovando nel volontariato uno scopo di vita. Come Volontario Ospedaliero e anche alla Cooperativa Santa Federici, dove il figlio Claudio – nato dopo un parto difficile – trovò la sua dimensione.

Premiato nel 2011 in comune a Casalmaggiore per i suoi 90 anni dall’allora sindaco Claudio Silla su iniziativa della Folgore con Roberto Magarini e Fabio Cristofolini in prima linea, pochi mesi dopo Giuseppe tornò a Pavia. Ma oltre a mantenere legami con il Casalasco, nel nostro territorio, a Cremona al Migliaro, tornò in due occasioni, lanciandosi col paracadute a 96 e poi a 98 anni: di lui parlarono anche media nazionali. Non mancò nemmeno quando venne intitolata a Rossano Visioli, parà della Folgore come lui morto nel 1993 in Somalia durante una missione, una vita. La profonda umanità di Giuseppe Degrada, forgiata da una vita difficile ma sempre vissuta con grande spirito altruistico, resta la lezione più grande. L’ultimo leone di El Alamein ci lascia, i suoi insegnamenti rimangono.

Giovanni Gardani

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