Cronaca
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Casa di Stradivari chiusa e in vendita: da richiamo turistico a luogo abbandonato

Casa Stradivari chiusa. Il negozio che un tempo fu bottega del grande liutaio desolatamente vuoto. Così si presenta oggi la casa di corso Garibaldi 57, casa nuziale e bottega di Antonio Stradivari. Ma Cremona può permetterselo? La domanda è logica visto il disinteresse totale sull’unico monumento storico cittadino che ancora richiama il più grande liutaio. L’altra casa, quella storica sul piazzole di San Domenico nel quartiere dei liutai, venne abbattuta quando si realizzò la Galleria. Perfino il luogo della sepoltura agli attuali giardini pubblici non è la sua tomba. Il corpo sparì durante la demolizione della grande basilica di San Domenico.

E’ vero, c’è il museo del Violino che è l’autentico richiamo della città della liuteria con i suoi reperti e con i tanti strumenti della scuola cremonese. Ma lasciar decadere così la casa del sommo Stradivari è veramente un insulto alla fama di capitale della liuteria. Altrove le abitazioni storiche dei grandi sono utilizzate come grande richiamo turistico e come business (si pensi ad esempio a casa Mozart a Salisburgo), qui ci si accontenta di qualche selfie scattato accanto alla brutta statua in vetroresina, mentre nelle altre città le statue sono in bronzo, si pensi a Verdi a Parma o Kafka a Praga. Il proprietario del Tè per due, il negozio che occupava lo spazio adesso desolatamente vuoto e che comunque ha sempre permesso la visita ai turisti, vorrebbe vendere l’immobile ma nessuno finora si è fatto avanti: né il Comune che tanto si riempie la bocca con cultura e turismo, né tantomeno il Museo del Violino che addirittura potrebbe mettere a frutto il ticket con il doppio ingresso (museo + casa di Stradivari). Al posto del negozio potrebbe trovare spazio un liutaio, oppure il Consorzio liutai o la Scuola di Liuteria mentre la cantina e i piani superiori hanno mantenuto il loro fascino e basterebbe poco per valorizzarli.

Nel 1987, anno delle celebrazioni stradivariane, il Comune guidato da Renzo Zaffanella fu a un passo dall’acquisto. Il sindaco aveva anche trovato un grande sponsor (la Coca Cola) pronto ad abbinare il proprio marchio alla storia della liuteria. Poi non se ne fece nulla.

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