Cronaca
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Ospedale in affanno e da oggi sparisce pure la terapia intensiva per i neonati

Lo tsunami del Coronavirus ha portato in secondo piano il declassamento della Tin dell’ospedale di Cremona, Terapia intensiva neonatale che da oggi, 1 marzo, è formalmente trasformata in sub-intensiva. La data di avvio del declassamento era stata comunicata dall’assessore Gallera all’inizio di febbraio, insieme all’assicurazione che “è stato attivato il servizio di trasporto protetto, nella cornice di una solida e condivisa collaborazione con l’ospedale di Brescia, dei neonati, qualora ce ne siano, che invece necessitano della terapia intensiva”. “Così come mi ero impegnato a fare – aveva sottolineato ancora Gallera – prima dell’attuazione della delibera che avverrà il 1° marzo riferirò al presidente della Provincia di Cremona e a un gruppo ristretto di sindaci e amministratori locali tutti gli aspetti tecnici scaturiti dai tavoli di lavoro, per rassicurarli sul fatto che il numero dei bambini che non verranno più presi in carico nel presidio cittadino sarà molto circoscritto”.

Restano senza risposte tante domande, ad esempio in che modo verrà potenziato l’ospedale di Cremona a fronte di questa perdita: una delle richieste era proprio il riconoscimento di un Dea (dipartimento di emergenza accettazione) di II livello, ossia altamente attrezzato per le situazioni di gravi emergenze, di cui è sprovvista tutta la Bassa Lombarda ad eccezione di Pavia: manca completamente nell’Ats Valpadana, che comprende anche l’ospedale di Mantova e non c’è neppure a Lodi.  L’emergenza Covid-19 di questi giorni rende purtroppo ancora più attuale la richiesta – formulata tra l’altro in Regione dal consigliere Piloni –  a cui non pare sia mai giunta risposta.

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