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Il desiderio di uscire vince
sulle paure nel primo
pomeriggio di negozi aperti

Se non è un liberi tutti, poco ci manca. La città è tornata a riempirsi questo pomeriggio, quello del via libera alle ultime tipologie del commercio che ancora non avevano riaperto, ossia vestiario, pelletterie, calzolerie. Non tutti in realtà erano già pronti a ripartire da oggi, qualche vetrina è rimasta spenta, ma sia in corso Campi che in corso Mazzini il via vai era già quello di un normale lunedì pomeriggio con clima primaverile, anzi di più, considerata la smania di uscire di chi ha vissuto due mesi e mezzo in casa. Qualche fila per entrare la si è vista a metà pomeriggio davanti a Tezenis e Intimissimi; alcune vetrine occhieggiano con ribassi fino al 70%.

Spostandoci fuori dal centro, parcheggi pieni come non si vedevano da tempo fuori dal CremonaPo e dalla nuova area commerciale di via Sesto, con file di una decina di persone per entrare al Decathlon. Negozi riaperti anche all’interno della galleria commerciale, con persone in attesa di entrare soprattutto nella rivendita di videogiochi e nel negozio di scarpe e abbigliamento sportivo.

Ma in generale a caratterizzare il pomeriggio di oggi in centro città sono state soprattutto le compagnie di giovani e bambini: raggruppamenti se ne sono visti ai Giardini di piazza Roma ad esempio, mentre in piazza Stradivari, un artista di strada ha iniziato ad installare la sua postazione accanto alla statua del sommo liutaio. Lì vicino, sanificazione in corso per le sedi del Chocabeck, mentre nella attigua piazza Pace il rito dell’aperitivo è tornato alla grande, più atteso che mai.  Voglia di uscire tanta: ma mentre i  negozianti in generale appaiono attenti a far rispettare distanziamento, igienizzazione e tutte le numerose norme stabilite nelle linee guida, sembra impossibile evitare l’incrocio con pedoni e ciclisti che non sempre indossano mascherine. E il rischio contagio, purtroppo, è tutt’altro che finito. g.biagi

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