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Sotto la lente degli inquirenti
altre spese della onlus e il ruolo
di Mazzetti come intermediario

Va avanti a pieno ritmo l’indagine della guardia di finanza sull’inchiesta relativa alla sottrazione di fondi ai danni della onlus ‘Uniti per la provincia di Cremona’ che vede coinvolti Renato Crotti, gestore “di fatto” dell’ente benefico, Attilio Mazzetti, gestore di locali notturni e attualmente sottoposto a procedura fallimentare, e Cristiano Bozzoli, titolare di un’impresa di vendita di stufe e caldaie, tutti indagati, in concorso, per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla truffa. Gli investigatori coordinati dalla procura di Cremona vogliono vederci chiaro, e mano a mano che si va avanti si rafforzerebbe l’ipotesi accusatoria, soprattutto per quel che riguarda i reati di appropriazione indebita e truffa. Così come rischia di allargarsi anche l’importo finito sotto la lente della finanza, che per ora ipotizza la cifra di 100.000 euro più Iva quale importo sottratto alla onlus che era arrivata a raccogliere 4 milioni di euro per finanziare iniziative anti- Covid. Nelle carte dell’inchiesta spuntano anche fotografie della cucina della casa di Bozzoli dove in teoria sarebbero stati preparati 750 pasti confezionati ‘alla buona’ e costati oltre 24 euro ciascuno. Le immagini mostrano una cucina fatiscente e sicuramente inadeguata alla preparazione di grandi porzioni di pasti. Pasti consegnati solo la scorsa settimana dopo un sollecito. Lo stesso Bozzoli, secondo l’accusa, sarebbe colui che avrebbe incassato i bonifici per fatture false disposti da Renato Crotti. In particolare avrebbe ricevuto dalla onlus due bonifici, rispettivamente di 9.760 euro e da  18.300 euro. Operazioni sospette, per la sua banca, che gli aveva chiesto le fatture. Bozzoli, però, aveva presentato solo la seconda, ritenuta falsa, inerenti i 750 pasti che avrebbe poi ammesso di non aver mai fornito. L’8 giugno, inoltre, Bozzoli avrebbe ricevuto un altro bonifico di 18.300 euro, ma sulla sua posta pay. Anche Mazzetti, conoscente di Renato Crotti e che secondo la finanza avrebbe avuto un ruolo da intermediario, avrebbe ricevuto bonifici per 31.720 euro su un conto in Bulgaria per operazioni di sanificazione con due fatture ritenute false. Ma gli investigatori stanno verificando anche altre operazioni definite ‘anomale’, così come si stanno passando al setaccio i telefoni e i pc degli indagati. In questa vicenda la onlus ‘Uniti per la provincia di Cremona’ è vittima, ma non ha ancora sporto querela. Se i fatti dovessero essere confermati sarebbe parte offesa e in un eventuale procedimento potrebbe costituirsi parte civile e chiedere i danni.

Sara Pizzorni

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