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Il grido di aiuto dal Libano e
un canale di carità che unisce
Cremona al dolore di Beirut

Quello che rimane di Beirut dopo le due esplosioni provenienti dal deposito di nitrato di ammonio nel porto della città è uno scenario devastante. Oltre alle cento persone rimaste uccise finora e agli oltre 4000 feriti, è gran parte del tessuto urbano della capitale del Libano ad essere stato distrutto. Si calcola che siano fino a 250 mila le persone rimaste senza riparo a causa del crollo di case, chiese, ospedali, alberghi ed edifici pubblici.

“Una scena di guerra senza una guerra”, l’ha definita il cardinale Bechara Rai, Patriarca di Antiochia dei Maroniti, in un appello alla solidarietà pubblicato stamattina, in cui parla di una città “ferita” e “devastata”. “Beirut non ha mai visto niente di simile prima, è una città distrutta, gente che giace per le strade, danni ovunque”, è stato invece il commento del governatore della capitale, Marwan Abboud.

Uno scenario raccontato anche in un video si forte suggestione che il padre maronita Charbel Eid ha creato come appello rivolto agli amici che sostengono il progetto di solidarietà “Amici di San Charbel” che si rivolge con opere mirate di carità per le popolazioni di Siria e in Libano. Il video appello è arrivato anche a Cremona grazie alla collaborazione che il padre libanese ha attivato con don Federico Celini, incaricato diocesano per la pastorale ecumenica e il dialogo interreligioso, che con padre Charbel ha visitato i due Paesi lo scorso inverno, aprendo un canale di aiuti grazie alla Fondazione Madre Rosa Gozzoli Onlus. Un’iniziativa di carità sostenuta durante l’estate dagli oratori cremonesi che hanno partecipato proprio a questa raccolta di aiuti come proposta di carità e mondialità del percorso Summerlife.

L’iniziativa del progetto “Amici di San Charbel” è sostenuta da Acn (“Aid to Church in need”, aiuto alla Chiesa che soffre), l’associazione di diritto pontificio che sostiene le comunità cristiane nelle zone più povere del mondo e dal Comité de Soutien aux Chrétiens d’Orient (“Comitato di sostegno ai cristiani d’Oriente”) ed è una risorsa in più per un aiuto concreto, oggi ancora più urgente, per un Paese ferito.

Tutti possono offrire il proprio contributo con donazioni (detraibili) sul conto corrente IT95D0515611400CC0540006620 intestato a Fondazione Madre Rosa Gozzoli Onlus, con causale “Progetto Amici di S. Charbel”. Le donazioni saranno interamente destinate al progetto del Comitato che sostiene la raccolta fondi di padre Charbel.

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