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L'8 settembre riapre ai fedeli
la chiesa di Santa Rita
Don Anselmi nuovo rettore

Foto di repertorio

Martedì 8 settembre, nella festa liturgica della Natività della Beata Vergine Maria, a Cremona riapre ai fedeli la rettoria delle Sante Margherita e Pelagia, la chiesa di via Trecchi più comunemente nota come chiesa di Santa Rita. La ripresa delle celebrazioni segnerà anche l’insediamento ufficiale del nuovo rettore, don Claudio Anselmi, che con l’inizio di settembre ha preso il testimone da mons. Pietro Bonometti, che continua il suo ministero come canonico della Cattedrale.

Dopo la chiusura forzata durante l’emergenza Covid con l’8 settembre, pulita e sanificata, la chiesa torna dunque ad essere disponibile al culto e alla devozione dei fedeli. La riapertura ufficiale avrà luogo nel pomeriggio di martedì 8 settembre con il Rosario delle 17 e, alle 17.30, la celebrazione dell’Eucaristia presieduta dal nuovo rettore. Le celebrazioni feriali proseguiranno anche nei giorni successivi con questi orari, con le Messe anche il sabato alle 17.30 e la domenica alle 9.

“Il mio nuovo servizio sacerdotale a una chiesa devozionale si colloca non solo nella logica della ‘pastorale integrata’, in analogia ai santuari, ma soprattutto nella logica dell’Evangeli Gaudium, nella consapevolezza che ‘La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia’. In questo la chiesa di Santa Rita, la ‘santa degli impossibili’, si offre luogo di elezione e occasione di privilegio” spiega don Anselmi alla vigilia della riapertura.

“Ringrazio il vescovo Antonio Napolioni per la fiducia e la stima con la quale mi affida questo nuovo servizio pastorale, accanto al permanere dell’incarico di insegnante di Religione presso il locale Liceo scientifico Aselli. Un grazie va anche a mons. Pietro Bonometti, rettore uscente, sacerdote colto, zelante e appassionato che ha saputo qualificare la chiesa di Santa Rita dal punto di vista pastorale, liturgico e artistico. Imprescindibile il suo contributo storico-artistico nell’accompagnare i lavori di restauro voluto dalla munificenza della Fondazione Arvedi-Buschini negli anni 2000-2007. Il mio mandato – il terzo, dopo i precedenti affidati a don Franco Regonaschi (1989-1997) e a mons. Pietro Bonometti (1997-2020) – si inserisce nella scelta diocesana di restituire la chiesa delle ‘Sante Margherita e Pelagia’ al culto, alla devozione e alla evangelizzazione nella forma autonoma di rettoria”.

Ad accogliere e accompagnare il ministero del nuovo rettore sarà anche la “Pia Unione di S. Rita”. Proprio la devozione a santa Rita da Cascia diventa uno dei momenti più significativi nella chiesa di via Trecchi con il tradizionalmente rito di benedizione delle rose, a ricordo di un episodio della vita della Santa: nel gennaio 1457, malata nella sua cella monastica di Cascia, la donna chiese che le fosse portata una rosa della sua terra. La tradizione afferma che Dio esaudì questo desiderio e si trovò una rosa, sbocciata in inverno, tra la neve. La santa, dunque, poté godere della bellezza di questo fiore a conforto della spina che l’associò per quindici anni alla passione redentiva di Gesù. Un evento straordinario che ancora oggi vuole che ci si rivolga a lei per chiedere con fiducia a Dio cose all’apparenza impossibili.

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