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Atti osceni nella sala colloquio
del carcere. Coppia patteggia,
immortalata dalla telecamera

L’avvocato Pasquali

Atti osceni nella sala colloquio del carcere di Cremona. Con questa accusa due conviventi residenti in città hanno patteggiato una pena di sei mesi ciascuno davanti al gup Pierpaolo Beluzzi. L’episodio risale alla mattina del 17 aprile del 2018, quando la donna, una 33enne straniera, si era recata in carcere insieme al figlio minorenne per far visita al convivente, 40 anni, con alle spalle precedenti per spaccio e una condanna da scontare per un residuo di pena. Mentre erano a colloquio nell’apposita stanza (il minore era in una sala attigua), tra i due si era consumato un rapporto orale. Rapporto che la coppia, ben consapevole di essere osservata dalle telecamere, aveva cercato di celare spostandosi dall’inquadratura e coprendosi con la borsa di lei, ma senza fare i conti con la telecamere installata più in alto che li aveva ripresi. Una volta accortisi di quanto stava accadendo, gli agenti della polizia penitenziaria si erano precipitati nella sala colloquio per interrompere l’atto sessuale. L’imputato, che attualmente è in libertà, ha sempre negato il rapporto intimo con la compagna, dicendo che si erano solo abbracciati. Per entrambi era scattata una denuncia penale. In aula i due erano assistiti dall’avvocato Gianluca Pasquali.

Sara Pizzorni

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