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Covid, andare oltre attraverso
l'arte: presentata
la mostra GestoZero

Presentata alla stampa questa mattina, al Museo del Violino, la mostra GestoZero. Istantanee 2020, progetto itinerante promosso e prodotto da Fondazione Brescia Musei, dopo la favorevole accoglienza di critica e pubblico presso il Museo di Santa Giulia a Brescia (1 agosto – 20 settembre 2020). L’inaugurazione vera e propria della mostra è in programma per le ore 17, al Padiglione Amati.

Nata da un’idea dell’artista Maurizio Donzelli, la mostra è curata da Matteo Galbiati insieme a ACME Art Lab (Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina), Ilaria Bignotti e Giorgio Fasol, con la collaborazione di Antonio Marchetti Lamera. GestoZero unisce in modo corale oltre settanta artisti di Brescia, Bergamo e Cremona, città lombarde particolarmente colpite dall’emergenza del Covid-19, sul tema dell’arte come strumento di rinascita e di ripartenza dopo la tragedia. Oltre cento fotografie d’artista e opere d’arte visiva (pittura, scultura, fotografia, video e performance) raccontano la genesi dell’opera, dal suo pensiero alla realizzazione, in risposta al dramma e all’isolamento dei mesi trascorsi. Un progetto ambizioso e itinerante, capace di raccontare nell’immediato indomani della pandemia lo stato dell’arte contemporanea, specchio e racconto della comunità.

“Abbiamo colto l’importanza di questa proposta sia per i contenuti, sia per il segnale che con essa si vuole trasmettere, insieme alle città vicine, come Brescia e Bergamo, con cui già da tempo collaboriamo e a cui l’emergenza Covid ci ha avvicinati” commenta l’assessore alla cultura, Luca Burgazzi. “Questa mostra ci mette davanti alla prospettiva di una ripartenza con occhi nuovi e uno spirito diverso”.

“Il legame che unisce le nostre tre città ha un forte valore amministrativo” ha aggiunto Laura Castelletti, vice sindaco di Brescia. “Un legame nato tempo fa, che ci ha portato a lavorare insieme com un unico territorio di arte e gastronomia. Perché solo così si ottengono risultati”.

Il progetto è nato dal manifesto scritto da Donzelli, a cui molti artisti hanno aderito: “Noi artisti siamo normalmente soli e non facciamo comunità” ha detto l’artista. “Ma questo lockdown ci ha legati, portandoci a vincere la nostra intrinseca solitudine. E le istituzioni hanno accolto questo progetto con entusiasmo”.

La mostra, curata da Marco Galbiati, “è realizzata da un gruppo di artisti che considerano il proprio lavoro come un nuovo inizio. Che si sono incontrati nel momento in cui gli spazi chiusi in cui ci ha costretti il lockdown sono diventati occasioni di incontro”.

lb

 

 

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