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La magia di Sinkovsky strega il pubblico nella prima dello Stradivari Festival - LE FOTO

Foto Sessa

Ritrovare una musica così, dopo il silenzio e il dolore della pandemia, ha riempito il cuore e l’anima dei presenti alla prima della ottava edizione dello Stradivari Festival all’auditorium Arvedi del Museo del violino. Un concerto strepitoso quello di venerdì sera con Dmitry Sinkovsky e il Pomo d’Oro dove classe, virtuosismo e originalità hanno regalato brividi inattesi al pubblico cremonese. A farla da padrone il violinista, direttore d’orchestra e cantante Sinkovsky che, specialmente nel “Favorito” di Vivaldi suona come se fosse un equilibrista su una corda per poi trascinarti nell’Allegro come saprebbe fare una star del rock. Accompagnato da uno dei gruppi strumentali del barocco tra i più acclamati, è però il carisma di Sinkovsky a farla da padrone in tutte le esecuzioni. Da Vivaldi a Leclair, da Brescianello a Tartini per poi tornare di nuovo ad Antonio Vivaldi e il suo concerto in Re Maggiore “Grosso Mogul” prima di arrivare ai tre bis chiesti a gran voce dal pubblico, in piedi per il gran finale. Messo nelle mani della madre il suo strepitoso violino cremonese Francesco Ruggeri, Sinkovsky si è anche esibito come cantante, un controtenore straordinario che ha stupito il pubblico interpretando George Frederich Handel. Violinista dalla personalità e dalla tecnica eccezionali, direttore d’orchestra e controtenore, Sinkovsky – apprezzato in tutto il mondo – ha così regalato ai cremonesi un’emozione straordinaria per questa riapertura dell’auditorium che sa di ritorno alla vita.

Fotografie di Francesco Sessa

 

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