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Università a Cremona,
alleanza sul territorio
tra atenei e diocesi

Valorizzare lo specifico dei quattro atenei presenti a Cremona immaginando con loro percorsi condivisi a beneficio degli studenti e dell’intera città. Questo lo spirito con cui il vescovo Antonio Napolioni ieri, venerdì 2 ottobre, ha voluto incontrare i rettori e i prorettori delle quattro università che hanno sede all’ombra del Torrazzo in un momento di confronto e reciproca conoscenza che ha messo sotto la lente anche la ripartenza dopo l’emergenza sanitaria e la possibilità di percorsi sempre più condivisi.

Ospiti a Palazzo vescovile sono stati il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Franco Anelli; il rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Maurizio Tira; il rettore dell’Università degli Studi di Pavia, Francesco Svelto, (insieme al prorettore Claudio Vela, incaricato per la sede cremonese); e il prorettore del Politecnico di Milano, Gianni Ferretti. Quattro eccellenze nel panorama universitario che spaziano dall’ambito agrario e alimentare a quello sanitario, dalla musica e i beni culturali all’ingegneria. E nell’orizzonte maggiore spazio alla ricerca e numeri in crescita, grazie al nuovo polo didattico della Cattolica ricavato valorizzando l’antico complesso monastico di Santa Monica e che il Presidente della Repubblica inaugurerà ufficialmente il prossimo 12 novembre.

Dando il benvenuto ai rettori, monsignor Napolioni ha voluto sottolineare l’importante valore culturale e sociale delle università, ringraziando per il ruolo svolto in campo educativo a favore delle giovani generazioni e, quindi, per il futuro del Paese. Un impegno diventato ancor più importante durante l’emergenza Coronavirus.

L’incontro è servito a scattare una fotografia del panorama universitario cittadino, mettendo sul tavolo anche le modalità di ripresa in questa fase ancora fortemente segnata dal distanziamento. Ma lo sguardo è andato anche ad alcune prospettive di collaborazione tra i quattro atenei e la diocesi di Cremona, a partire dal «Manifesto per l’università», sottoscritto dalla Conferenza dei rettori italiani e la Conferenza episcopale italiana, e che intende porre le basi proprio per un lavoro di collaborazione con la costruzione di reti, al fine di promuovere la cittadinanza globale e lo sviluppo sostenibile.

Lo sguardo va all’intero tessuto cittadino, che dovrà sempre più beneficiare di questa ricchezza di presenze, ma anche al panorama giovanile, cui la Chiesa cremonese vuole mantenere alta l’attenzione. Proprio per questo all’incontro, insieme all’incaricato diocesano per la pastorale universitaria, don Maurizio Compiani, era presente anche don Paolo Arienti, della pastorale giovanile.

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