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Si è spento un gigante
del dialetto casalasco:
addio a Giampietro Tenca

Non ha fatto in tempo a vedere realizzato l’ultimo grande progetto al quale aveva collaborato, quello dei proverbi affisi agli angoli più suggestivi di Casalmaggiore. Una città che non ha mai dimenticato, perché lui era originario della frazione di Motta San Fermo ma da anni, dopo il matrimonio, era residente a Gussola: si è spento a 80 anni nelle scorse ore Giampietro Tenca, una colonna casalasca della cultura popolare e soprattutto del dialetto di casa nostra, che sapeva distinguere tra quello maggiorino doc, quello casalese e quello appunto casalasco, percependo sfumature dalla città alle frazioni come nessun altro riusciva a fare.

Autore di pubblicazioni sulla storia e sulla cultura popolare di tanti comuni Casalaschi, che spesso era una emanazione di quei dialetti da lui tanto amati, Tenca è stato anche l’anima del Concorso Eridanos di Gussola, al quale ha partecipato spesso e che ha sostenuto finché ha potuto, senza dimenticare il suo ruolo per tanti anni all’interno della Pro Loco di Casalmaggiore, dove affiancava nelle iniziative e nei progetti Licinio Valenti e il compianto Giovanni Moreschi. Non a caso aveva collaborato, e per anni diretto, il settimanale edito proprio dalla Pro Loco di piazza Garibaldi, dove amava stare, quasi sempre ai tavolini del Bar Centrale. I funerali di Tenca si svolgeranno lunedì alle ore 10 presso la chiesa parrocchiale di Gussola, a cura delle onoranze funebri Roffia.

 

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