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Orti urbani verso una nuova
gestione, Bona: 'Diventino
momento di socializzazione'

Svolta per gli orti urbani di Cremona. Scaduta la convenzione con l’Associazione unitaria pensionati, l’assessore alla partita Rodolfo Bona in queste settimane ha aperto un’interlocuzione con alcune associazioni. “Con i nuovi gestori, uno o più associazioni  – ha spiegato l’assessore Bona – ci si muoverà verso la concezione dell’orto sociale come momento di socializzazione e con  funzione aggregativa, com’è nella realtà di questo tipo di orto. Verranno creati dei progetti finalizzati al rispetto della legge regionale del 2015, che prevede orti didattici, urbani e collettivi, in grado di promuovere l’integrazione sociale e il recupero di aree dismesse. Questi orti – ha continuato Bona – devono avere una funzione educativa, civica ed etica”. 

Tra l’altro, l’amministrazione continuerà a pagare le bollette dell’acqua, come già fatto nell’anno della pandemia. Dunque i futuri gestori dovranno attenersi al risparmio idrico. I piccoli appezzamenti di terreno sono spesso assegnati a persone in condizioni di disagio, anziani, portatori di handicap ma anche giovani. 

L’idea alla base è offrire la possibilità di produrre in proprio gli ortaggi, di norma non destinati alla vendita o comunque senza fine di lucro. L’idea dell’assessore è anche quella di produrre  coltivazioni biologiche e a basso impatto ambientale. In tutto sono 157 gli orti, cosi suddivisi: 17 in zona San Felice (nei pressi di via Caudana), 32 in zona Cascinetto di via Maffi, 73 in zona Zaist (nei pressi di via Caprera), 35 in zona Po (nei pressi di via Arenili – via Portinari del Po).

Silvia Galli

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