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Commissione Ambiente finisce in bagarre. Pasquetti: 'Escluso revamping termovalorizzatore'

E’ continuata in Commissione Ambiente la polemica delle minoranze, già iniziata nello scorso Consiglio comunale, sul Progetto Cremona 20/30 sulla transizione energetica per Cremona. Malvezzi, Ceraso, Fasani, Ventura hanno criticato la mancanza di materiale aggiuntivo, oltre al memorandum diffuso dopo l’approvazione in Giunta, accusando la maggioranza di praticare un coinvolgimento solo di facciata e non sostanziale dei progetti e di essere succube delle scelte di Lgh. Tanto che, dopo due ore e mezza di dibattito, alcuni consiglieri hanno lasciato polemicamente la seduta.

L’amministratore delegato di Lgh Claudio Sanna, ha sintetizzato le caratteristiche generali del progetto Cremona 20/30: “In tre mesi  abbiamo sentito i pareri di 30 consulenti esterni, coinvolti dal punto di vista delle migliori tecnologie esistenti. Sono stati elaborati 15 progetti, 5 fortemente sperimentali, per un investimento di 100 milioni nell’arco dei 10 anni, 150 milioni considerando anche le iniziative sperimentali”. Il tutto nel segno della sostenibilità ambientale, sostenibilità energetica ma anche economica, in quanto – ha detto l’a.d., “le aziende devono essere in utile per portare avanti questi progetti”.  L’arco di 10 anni è fondamentale tenendo conto che gli ammortamenti degli investimenti vanno da 20 a 25 anni.

Sanna ha assicurato sulle possibilità di un monitoraggio delle singole iniziative, con aggiornamenti anche mensili sugli stati di avanzamento. “Abbiamo previsto  – ha aggiunto –  un primo evento venerdì 12 febbraio, in streaming, scheda per scheda verranno illustrate le progettualità. Parleremo della tempistica e del cronoprogramma, di costi e benefici, con approfondimenti tecnici che richiederanno ore e non minuti per essere illustrati. Una progettualità come questa se non è condivisa, non va da nessuna parte”.

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“Per noi – è intervenuto Federico Fasani, FI – questa è una proposta che cade dall’alto. Noi oggi siamo interpellati perchè dovremmo esprimerci sui contenuti, ma vorremmo avere gli strumenti per comprendere appieno questa cosa, altrimenti siamo solo uditori.

“Il progetto è molto affascinante – ha aggiunto – non abbiamo preclusioni, tranne che non siamo in grado di approfondire questi argomenti non avendo a disposizione materiale aggiuntivo. Ad esempio, ci volete spiegare gli altri due scenari che lo Steering Committee ha esaminato, scartandoli?”.

La risposta, per quanto parziale, è giunta solo al termine di due ore di schermaglie, e l’ha fornita il consigliere di Sinistra per Cremona Lapo Pasquetti: “C’era uno scenario più ‘conservativo’ rispetto a quello prescelto, mentre un altro prevedeva il revamping del termovalorizzatore. Si è voluto dare priorità alla riconversione ecologica dei sistemi produttivi delle aziende. Lo scenario scelto è quello che risponde meglio ai progetti europei della green economy”.

QUELLO CHE FARA’ PADANIA ACQUE – Per Padania Acque sono intervenuti il presidente Claudio Bodini e l’amministratore delegato Alessandro Lanfranchi. “Questa – ha detto Bodini – è una delle prime volte in cui società di servizio e amministrazione comunale collaborano. Il concetto fondamentale è quello del riuso e del riciclo dei rifiuti. Noi ci siamo focalizzati sull’aspetto della depurazione, settore molto importante perchè implica la produzione di fanghi e sabbie che attualmente sono rifiuti ma che nel progetto a cui stiamo già lavorando saranno ridotti e diventeranno prodotto riutilizzabile”.

“Come azienda – ha spiegato Lanfranchi – siamo impegnati in tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ce lo impone un bene di importanza fondamentale come l’acqua. Il nostro depuratore di Cremona ha già in corso da anni una serie di investimenti finalizzati a migliorare le prestazioni e la qualità delle acque che restituiamo alla natura. Teniamo presente che le autorizzazioni ai vari progetti richiederanno un percorso lungo e il lavoro dello steering committee è solo il calcio di inizio”. Trattandosi di azienda consortile che coinvolge tutti i comuni della Provincia, i progetti che non compaiono già nel piano industriale di Padania Acque dovranno essere valutati dall’assemblea dei soci e prima ancora dal comitato di garanzia e controllo.

“Oggi i fanghi  – ha continuato Lanfranchi – non sappiamo dove vengono utilizzati. Possono diventare combustibili nei termovalorizzatori; oppure come ammendanti in agricoltura, oppure ancora in discarica. Noi vogliamo diventare attori anche di questa parte finale, agendo sui prodotti della depurazione. Cremona riceve anche i fanghi dei depuratori più piccoli della provincia.

“Negli ultimi anni, a seguito di restrizioni su spandimento fanghi, i nostri non sono più idonei allo smaltimento diretto in agricoltura. Dobbiamo fare in modo di valorizzarli all’interno dei processi produttivi”.  Il progetto, del valore di 100 – 150mila euro consiste in un sistema di  essiccamento in loco dei fanghi riducendo la loro parte liquida e il peso complessivo, con il recupero di componenti come azoto o fosforo che possono essere riutilizzati”.

Come ha spiegato ancora Lanfranchi, oggi le sabbie derivanti dall’attività del depuratore vengono smaltite come rifiuto speciale (1 milione le tonnellate prodotte), attraverso il nuovo impianto in progetto ci sarà la possibilità di farli diventare materiale di riempimento degli scavi.  Padania Acque inoltre, in collaborazione con le società consorelle di Mantova e Verona e dell’università di Parma, sta lavorando ad un progetto sperimentale per un impianto di pirolisi dei  fanghi, che però attualmente non ha ancora sbocchi industriali.

Il secondo progetto che coinvolge la società dell’idrico è il recupero calore delle acque reflue, al fine di estrarre energia mediante pompe di calore da cedere al teleriscaldamento o ad altro impianto di  cogenerazione.

COMMISSIONE CHIUSA TRA INSULTI E SEGNALI DI RIAVVICINAMENTO – La commissione è finita in bagarre, con Ventura e Malvezzi  usciti bruscamente dalla riunione  e un botta e risposta offensivo tra il capogruppo di FI e il presidente di commissione Giovanni Gagliardi.
“Una commissione  ridicola”, ha detto Ventura, Fratelli d’Italia; “Abbiate il coraggio di dire che le scelte sono già state fatte e noi abbiamo il compito di fare solo da spettatori”, al sintesi degli interventi di Malvezzi.

Toni decisamente più concilianti da parte di M.V.Ceraso; di Luca Nolli (M5S) che ha posto domande nel merito a cui verrà data risposta in una prossima riunione; e dei leghisti Alessandro Fanti e Simona Sommi che ha proposto un ampliamento dei partecipanti alla prossima commissione.

Giuliana Biagi

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