Economia
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Caso Fiera, da M5S impegno
a coinvolgere ministro Patuanelli

Lo spostamento della mostra nazionale del bovino da latte da Cremona a Montichiari continua a tenere banco nel mondo politico imprenditoriale della provincia, dopo la doccia gelata di inizio settimana quando Anafj ha annunciato di aver scelto il centro bresciano a discapito della sede storica di Cà de Somenzi.

Dopo l’incontro convocato ieri in Regione dal presidente Attilio Fontana, che ha ascoltato la delegazione cremonese dando la disponibilità a sostenere la Fiera di Cremona nel suo complesso, oggi il commissario della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio ha incontrato il parlamentare dei M5S Danilo Toninelli e il consigliere regionale Marco degli Angeli, oltre al sindaco di Cremona Gianluca Galimberti.

“La Fiera del bovino da latte di Cremona – afferma Auricchio – per storia e per caratteristiche è un patrimonio del nostro territorio, e quindi anche della Regione Lombardia, ma costituisce anche vanto per tutta la zootecnia nazionale, di cui è vetrina a livello internazionale. All’onorevole ho ricordato quanto la zootecnia e l’agricoltura siano vitali per la nostra provincia: basti ricordare che il 5,1 % del valore aggiunto prodotto a Cremona dipende dall’agricoltura, contro il 2,2% medio italiano e 1,1% medio regionale e che la collegata industria agro alimentare occupa sul nostro territorio circa 5.000 addetti e come la Fiera di Cremona sia vitale anche per altri settori.

Ogni euro investito nelle manifestazioni genera infatti un effetto moltiplicatore di 10/12 volte. Si tratta di un indotto stimato in circa 50.000.000 di euro, fondamentali per le nostre imprese, in particolare per quelle della filiera turistico ricettiva e del commercio, così duramente provate dalla pandemia: non possiamo permetterci di perderli. Si pensi anche agli effetti positivi sull’occupazione generati da ogni evento fieristico”.

“Il cda della Fiera – ha continuato il sindaco Galimberti – ha già approvato un piano di sviluppo pluriennale che rimarca la valenza nazionale e internazionale delle nostre manifestazioni. Rispetto alle due fiere basilari, quella della zootecnia e quella degli strumenti musicali, si apre ad una collaborazione proficua con le Università e con i centri di ricerca del territorio, in un’ottica di integrazione della Fiera negli importanti percorsi di sviluppo in atto.

Il piano immagina nuove manifestazioni da proporre al paese (anche di proprietà), si apre a servizi alle imprese, nuovi e continuativi nell’anno, a proposte di formazione integrata coordinata con il territorio, a prospettive di occupazione degli spazi per un numero maggiore di giorni per anno. Vogliamo collaborare con realtà lombarde per dar vita ad un sistema fieristico regionale forte, in grado di competere in campo internazionale. E queste sinergie devono essere sviluppate anche in un’ottica sovra-regionale, allargandosi ai sistemi fieristici in particolare dell’Emilia Romagna.

Per questo chiediamo la condivisione anche del Governo e del Ministero dell’agricoltura in particolare.

“Abbiamo voluto questo incontro in presenza”, ha spiegato a sua volta Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5s Lombardia, “per dimostrare la nostra vicinanza al territorio. Ci aspettiamo che entro il prossimo autunno Cremona possa avere la sua fiera, in continuità con la sua tradizione che dura da oltre 70 anni”.

Toninelli e Degli Angeli hanno sottolineato come sia necessario che Regione adotti un timing serrato: “Chiediamo che venga convocata nel più breve tempo possibile una tavola rotonda da parte dell’assessore Guidesi: non si può perdere tempo ulteriore. Il rischio è quello che il comparto fieristico collassi su se stesso”.
Parole d’ordine creare un sistema a livello regionale: per Degli Angeli servono tempi certi e, soprattutto, la sicurezza di un lavoro sinergico.

“È fondamentale”, ha sottolineato Degli Angeli, “dar vita ad un sistema che abbia un ampio respiro regionale ed extra regionale, tramite la creazione di un’ unica cabina di regia capace di valorizzare le caratteristiche dei diversi territori. In tal senso sarà nostra premura coinvolgere il ministro dell’Agricoltura Patuanelli.

È importante che Regione comprenda l’importanza storica, sociale ed economica di questa fiera per tutto il territorio, visto la sua enorme capacità di creare indotti importanti. Per questo motivo staremo col fiato sul collo a Regione, quell’Ente che dimostra la sua presenza solo ora, sostenendo che la fiera non può essere trasferita. Peccato che fino a ieri abbia avvallato azioni opposte. Dalle parole si passi quindi ai fatti: Regione Lombardia dia certezze sugli investimenti regionali in modo sinergico per tutto il sistema fieristico”.

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