Economia
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TARI, +12,6%. Manzi:
"E' cambiato il calcolo"

A Cremona, tra il 2019 e il 2020 la TARI è aumentata del 12,6% secondo i dati diffusi dal report redatto dal Servizio Lavoro Coesione e Territorio della UIL che ha elaborato i costi in 105 città capoluogo di provincia. Il campione si riferisce ad una famiglia composta da quattro componenti con una casa di 80 mq.

Un dato che pone Cremona come la seconda città con l’incremento percentuale maggiore dopo Crotone, ma per l’assessore al Bilancio Maurizio Manzi “è fuorviante dire che è aumentata” ed “è un po’ fuori luogo confrontare la tariffa 2020 con quella degli anni precedenti, soprattutto del 2019” dato che è “subentrata una nuova legge e delle nuove modalità per conteggiare i costi dei servizi”.

Questa disposizione circoscrive l’ambito dei servizi che devono essere corrisposti attraverso la stessa TARI. Cremona, in questo senso, si è adeguata secondo quanto assicura lo stesso Manzi,  mentre non è detto che abbiano fatto lo stesso tutti gli altri comuni.

Tuttavia, al netto della conferma dell’incremento indicato dal rapporto, l’assessore rimarca come quella del Torrazzo sia “sempre tra i primi 20 capoluoghi dove si paga meno”, nonostante l’aumento.

In generale, a livello nazionale, tra il 2016 e il 2020, ovvero in 5 anni, la TARI, aumenta mediamente del 2,4%, mentre nell’ultimo anno l’aumento è pari allo 0,8% sul 2019. “In valori assoluti – spiega Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL – le famiglie italiane verseranno, nel 2020, nelle casse comunali, in media 307 euro, a fronte dei 304 del 2019 e dei 299 versati nel 2016”.

Dai dati scaturiti dallo studio si evince che, “nell’anno dell’emergenza pandemica, la stragrande maggioranza delle città ha scelto di diminuire o lasciare invariate le aliquote della Tari”.

A proposito della tariffa rifiuti, l’ultima seduta di Giunta ha deciso di modificare le date di pagamento delle rate: quelle di acconto scadranno rispettivamente il 2 agosto 2021 e il 29 ottobre 2021, quella di saldo avrà decorrenza 6 dicembre 2021.

L’intenzione è quella di “conciliare l’esigenza di recuperare le necessarie risorse economiche per il finanziamento del costo del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti con la volontà di procrastinare, per quanto possibile, il prelievo della TARI 2021, in considerazione delle difficoltà economiche patite dai contribuenti, causate dall’attuazione delle misure di contenimento della pandemia da Covid-19”.

L’ammontare dell’acconto TARI 2021 viene individuato nella percentuale del 65% della tassa annua conteggiata in applicazione delle deliberazioni approvate per l’anno 2020.

Mauro Taino

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