Cronaca
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Addio a Mario Chezzi, eccellenza
casalese: disegnò il Tornado

E’ stato, prima di tutto, un grandissimo ingegnere, Mario Chezzi. Col gemello Carlo classico esempio di self-made man, uomo che si è fatto da solo, capace di vincere la povertà negli anni del Dopoguerra e poi di prendere la propria strada, raggiungendo nel proprio campo vette altissime.

Mario Chezzi è morto, nel varesotto dove viveva da una quarantina di anni, venerdì 7 maggio: aveva 79 anni e ne avrebbe compiuti 80 il prossimo 12 agosto. Ingegnere dell’Aermacchi, aveva disegnato – con la sua equipe – le ali del Tornado, per qualcuno il più efficiente (ed esteticamente affascinante) caccia dell’aviazione italiana mai visto in volo.

La storia dei gemelli Chezzi è anche quella di due giovani che, per vincere la fame negli anni del pane duro, impararono a pescare a Po o nelle lanche, tanto da essere ricordato ancora oggi a Casalmaggiore come i migliori pescatori di quegli anni, nel gruppo con gli amici Pierandrea Boles e Franco Micolo. Dove finisce l’aneddoto, inizia la carriera: Mario ingegnere, come detto; Carlo invece virologo e microbiologo, dottore affermato a Parma e per anni anche Rettore dell’Università ducale per quel che concerne la facoltà di Medicina.

Mario Chezzi lascia, oltre al gemello Carlo al quale era legatissimo, la moglie Donata e i figli Barbara e Filippo: i funerali si terranno alle ore 10.30 di lunedì mattina alla chiesa di San Francesco a Casalmaggiore. La salma sarà poi tumulata nel cimitero comunale perché, anche se viveva lontano da diversi anni, Mario Chezzi rimane un figlio della terra casalasca.

Giovanni Gardani

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