Cronaca
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Il mago patteggia 4 anni e 4
mesi. Il suo patrimonio allo Stato

L’avvocato Pasquali

Ha patteggiato 4 anni e 4 mesi, mago Candido, finito davanti al giudice del tribunale di Lodi insieme a figlia e compagna per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e al reimpiego di denaro di provenienza illecita. L’imputato, difeso dagli avvocati Gianluca Pasquali di Cremona, e da Alessandro Lunni, ha già scontato sei mesi agli arresti domiciliari e non andrà in carcere. Sconterà la pena usufruendo di misure alternative come l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Per le parti civili, solo 4 su 86 parti offese, mago Candido ha messo a disposizione qualche migliaio di euro a testa. Gran parte del suo patrimonio, riconducibile alle attività illecite di cartomanzia, resta confiscato e andrà allo Stato. Con lui hanno patteggiato anche la figlia, anche lei cartomante, e la compagna. Tre anni e quattro mesi per la prima e un anno e otto mesi, pena sospesa, per la seconda. Affronterà il processo, invece, il commercialista di Codogno Vittorio Riboldi, che aveva lavorato per la famiglia, occupandosi di aspetti fiscali e patrimoniali. Riboldi ha scelto il rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio.

Mago Candido, al secolo Renzo Candido Martini, 70 anni, piemontese d’origine e residente a Castelgerundo, in provincia di Lodi, il 17 marzo del 2005 era già finito a processo a Cremona per circonvenzione di incapace. Il procedimento si era concluso con una condanna a due anni e due mesi di reclusione, ridotta in Appello a Brescia il 15 novembre del 2006 a un anno e sette mesi.

Per il procedimento di Lodi, il mago che toglieva il malocchio con degli esorcismi e dialogava con i defunti, mettendosi in contatto con l’aldilà, era finito ai domiciliari alla fine di maggio del 2020 da parte della guardia di finanza. Secondo l’accusa, Candido e la sua famiglia avrebbero sfruttato la fragilità delle persone anziane per approfittarsi di loro ed estorcergli denaro. All’imputato erano stati sequestrati 3,6 milioni di euro, sottratti a clienti di tutta Italia. Il caso più eclatante è quello di una donna della provincia di Rimini, rimasta vedova, che sarebbe arrivata a pagare complessivamente 350.000 euro.

Sara Pizzorni

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