Cronaca
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Cda Aem, rinnovo al via: Siboni
e Lazzari non più candidabili?

Il Cda nominato a luglio 2018 insieme al sindaco Galimberti

Verso il rinnovo il Consiglio di Amministrazione di Aem Spa, proprio in un momento delicato quale è il passaggio dell’intero pacchetto di quote Lgh (dove Aem rappresenta poco più del 15%) ad A2A. Martedì pomeriggio si svolge in Comune il secondo ufficio di presidenza sul tema fusione, dove i consiglieri potranno sottoporre domande ai rappresentanti della stessa Lgh e di Aem.

E proprio in questo contesto, scattano da oggi 18 maggio i 20 giorni entro cui possono essere presentate le candidature per Aem, tra le quali sarà il sindaco a decidere. La scadenza è il 7 giugno, il consiglio resterà composto da tre membri, anche se lo statuto prevede che possa essere elevato a cinque se esistono “ragioni di adeguatezza organizzativa e tenendo conto delle esigenze di contenimento dei costi”.

Il presidente Massimo Siboni e il consigliere di maggioranza Fiorella Lazzari hanno già svolto due mandati triennali, mentre Luca Grignani, rappresentante dei partiti di minoranza, ne ha svolto solo uno. L’attuale Cda era stato nominato a luglio 2018 e resterà in carica fino all’assemblea di approvazione del bilancio dell’ultimo esercizio, entro giugno.

Stando al regolamento comunale per la designazione dei rappresentanti del Comune in enti e aziende partecipate, i componenti del Cda non possono svolgere più di due mandati consecutivi, “salvo situazioni particolari debitamente motivate”. Bisognerà capire se l’eccezionalità di questo momento (la fusione) giustifichi un’eventuale deroga ai due mandati.

Fiorella Lazzari siede da agosto 2016 anche nel Cda di Lgh, un incarico che scadrà nel momento della fusione Lgh – A2A. “E’ stata un’esperienza molto positiva e non era scontato che lo fosse”, afferma. “Da società fortemente indebitata è diventata il  soggetto che si occuperà di energie pulite per tutto il gruppo, punto di riferimento per le bioenergie e l’agroindustria. Quindi attività importanti dal punto di vista ambientale ed economico. Ad inizio anno Lgh ha varato un piano industriale non più di durata triennale ma decennale e questo sarà la migliore garanzia per gli investimenti presenti nel piano Cremona 20/30”.

Giuliana Biagi

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