Cronaca

Sciopero lavoratori servizi
ambientali: presidio

foto Sessa

Anche a Cremona i sindacati confederali hanno dato vita allo sciopero generale del settore dell’igiene ambientale, con un presidio davanti alla prefettura dalle 10 alle 11.30.

Motivo della protesta è l’articolo 177 del Codice degli Appalti le cui proroghe applicative scadranno il 31 dicembre 2021, e che obbliga le aziende concessionarie a esternalizzare e frammentare l’80% di tutte le attività oggetto di concessione, anche quando svolte direttamente dai propri dipendenti, destrutturando così un servizio fondamentale per le comunità locali. Per non dire delle decine di migliaia di posti di lavoro che saranno messi a rischio, azzerando le garanzie occupazionali e contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sono coinvolte le sigle sindacali FP CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI e le categorie CGIL CISL UIL dei settori dell’energia.

“L’articolo 177 del Codice degli Appalti va assolutamente cambiato, non possiamo accettare che un servizio essenziale come quello dell’igiene ambientale venga distrutto da un sistema di gare d’appalto al massimo ribasso, altrimenti l’impatto sui servizi dati alla cittadinanza sarà devastante sia in termini di qualità che di costi economici. L’obbligo delle aziende di sbriciolare i propri servizi esternalizzando l’80% dell’attività, come vuole la norma, avrà ricadute pesantissime soprattutto sulla tenuta occupazionale e contrattuale – dichiarano Davide Viscardi, Giovanni Faraci e Grazia Golosi, segretari di FP CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI della Lombardia -. Il comparto dei servizi ambientali sotto questa pandemia è stato considerato in prima linea, come il settore della sanità, e le lavoratrici e i lavoratori hanno continuato a erogare i servizi alla cittadinanza anche durante il lockdown. È un settore basilare, va tutelato, valorizzato e rafforzato”.
Da qui, ricalcando le categorie nazionali, le rivendicazioni dei sindacati lombardi: “Chiediamo alla politica di intervenire immediatamente per evitare il disastro in un settore che faticosamente, nonostante la crisi, è riuscito a garantire elevati livelli di efficienza dei servizi, rispondendo pienamente ai bisogni della cittadinanza. Chiediamo responsabilità a chi quotidianamente promette ai cittadini qualità nel servizio e tutele per le lavoratrici e i lavoratori. Chiediamo che si sviluppi l’economia circolare, così come previsto nel Pnrr, affinché il settore implementi la sua capacità impiantistica e diventi sempre più industrializzato”.
E un ultimo appello: “Lo sciopero del 30 giugno è importante per le lavoratrici e i lavoratori dell’igiene ambientale ma anche per le cittadine e i cittadini – evidenziano Viscardi (FP CGIL), Faraci (FIT CISL) e Golosi (UILTRASPORTI) -. Non si possono esternalizzare servizi pubblici essenziali e di qualità. I referendum del 2011 sono stati vinti e quel voto va rispettato. In gioco c’è anche il rispetto della democrazia”.

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