Cronaca
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Autismo, nuovo accordo
tra Asst e Fondazione Sospiro

Stipulato nuovo accordo operativo tra Asst di Cremona, Fondazione Sospiro e Cooperativa Servizi per l’Accoglienza con il fondamentale sostegno dell’associazione “Accendi il buio”.
Sono previsti interventi mirati per le persone fra i 18 e i 30 anni a favore della continuità assistenziale. Intervista a Paola Mosa, direttore Socio Sanitario ASST di Cremona.

“L’accordo, afferma Paola Mosa, direttore Socio Sanitario ASST di Cremona, rappresenta un importante passo avanti per la realizzazione degli interventi mirati alla salute e al benessere delle persone con disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento. L’accordo pone al centro dell’attenzione un tema cruciale: ossia la necessità di creare le condizioni favorevoli per rispondere ai bisogni clinici e socio-riabilitativi delle persone con autismo, soprattutto durante il passaggio dall’adolescenza all’età adulta”.

“Il documento è frutto di un percorso condiviso e di una collaborazione proficua e molto positiva fra i tre diversi enti. Il tutto si è concretizzato grazie al sostegno irrinunciabile dell’Associazione Accendi il Buio”.

“Non va dimenticato che questo accordo si inserisce in un contesto in continua evoluzione, dove rispetto a qualche anno fa, si registrano una maggiore attenzione ai modelli educativi speciali nell’ambito scolastico, un atteggiamento più sensibile dell’opinione pubblica e il ruolo sempre più attivo delle associazioni e delle famiglie”, afferma Franco Spinogatti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASST di Cremona. “Le persone con autismo sono già trattate dai servizi territoriali, la sottoscrizione del protocollo facilita e accresce le possibilità di presa in carico”.

“Con il termine autismo –  spiega Emanuela Ghinaglia, psichiatra, del Centro Psico Sociale ASST di Cremona – si fa riferimento ad un insieme eterogeneo di problemi emotivi e comportamentali che si manifestano fin dalla prima infanzia e sono caratterizzati da difficoltà nelle interazioni e nella comunicazione sociale, con un forte impatto sulla vita relazionale. Si preferisce parlare di “disturbi dello spettro autistico” piuttosto che genericamente di autismo, per sottolineare l’estrema variabilità delle manifestazioni e della loro gravità.

Una ricerca del 2018 dell’Istituto Superiore di Sanità indica una prevalenza di 1/77 per la popolazione in età scolare: si tratta quindi di un problema più diffuso di quanto si pensi, che interessa un elevato numero di persone e di famiglie.

Il primo obiettivo che ci siamo posti per l’ASST è stato quello di riuscire a garantire una valutazione clinica e diagnostica dopo i 18 anni, essendo tali metodiche non presenti nella routine dei servizi per gli adulti”.

Dal 2017 sono entrate in contatto con il CPS di Cremona più di 40 persone con diagnosi di disturbo dello spettro autistico di livello 1 (ad alto funzionamento); di queste, 32 hanno un’età compresa fra i 18 e i 30 anni. La difficoltà principale nei disturbi dello spettro autistico ad alto funzionamento riguarda le interazioni e la comunicazione sociale, i problemi quindi si riflettono soprattutto nelle relazioni, con il rischio di facilitare situazioni di isolamento e di ritiro sociale.

“L’accordo – continua Ghinaglia – ci permetterà di offrire interventi mirati per i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 30 anni. Questo grazie ai laboratori realizzati in collaborazione tra ASST e Fondazione Sospiro e ospitati nei locali della Casa di Nostra Signora. La scelta di utilizzare un luogo non sanitario per il trattamento ben si presta alla acquisizione e al consolidamento delle autonomie di vita.
In buona sostanza, la formalizzazione dell’accordo rende più funzionale il gruppo di lavoro che richiede agli operatori lo sforzo di condividere ruoli, funzioni e formazione professionale con l’obiettivo comune di dare vita ad un progetto che non è solo cura, ma di supporto ai desideri e ai progetti di vita dei ragazzi e delle ragazze”.

“Come per tutte le condizioni che riguardano la salute e il benessere delle persone, una diagnosi e un intervento precoci sono fondamentali per avere risultati migliori. Le forme più gravi e con ritardo cognitivo vengono generalmente individuate nella prima infanzia, ma quando non sono presenti deficit cognitivi o problemi del linguaggio non è sempre facile individuare queste caratteristiche, che possono essere parzialmente compensate nelle fasi della crescita e creare difficoltà più avanti, in età adolescenziale o adulta.

Già da qualche anno gli operatori della neuropsichiatria infantile e della salute mentale adulti hanno cercato di realizzare percorsi di continuità al compimento della maggiore età, come definito anche tra gli obiettivi del progetto “0-30 passi da gigante” di Fondazione Sospiro. Il problema della gestione dello spartiacque dei 18 anni per gli adolescenti si sta ponendo in modo rilevante, non solo per i disturbi dello spettro autistico, nelle raccomandazioni dei ricercatori, nella sensibilità degli operatori socio-sanitari, nelle richieste delle famiglie.

La presa in carico delle persone con disturbi dello spettro autistico richiede colloqui individua lidi supporto, interventi educativi con educatori professionali e tecnici della riabilitazione per il supporto alle abilità sociali, interventi di psicoeducazione familiare, utilizzo della metodica del case management. L’équipe integrata è costituita da: educatrici e educatori, terapisti della riabilitazione, psicologhe, psichiatra”.

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