Cronaca
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Chiude l'hub in Fiera, il vescovo:
i volontari come il Buon Samaritano

Al termine della Messa celebrata nello spazio destinato alle vaccinazioni di massa, consegnate le targhe di ringraziamento da parte del Comune alle associazioni che hanno garantito l'impegno in tutti questi mesi.

I volontari che hanno svolto servizio all’hub vaccinale di CremonaFiere come il Buon Samaritano del Vangelo: questo il parallelo fatto dal vescovo Napolioni durante la messa celebrata questo pomeriggio a CremonaFiere, nel padiglione che sta per chiudere i battenti in vista dell’apertura del nuovo spazio vaccinale più ridotto a Costa S. Abramo.

Una messa celebrata davanti al tante pettorine gialle, simbolo di quella vera rivoluzione – così l’ha definita il vescovo – di cui davvero abbiamo bisogno, ossia l’aiuto disinteressato. “Perchè è facile, come si suol dire, amare quelli che ci ricambiano, ma fare del bene volontariamente, gratuitamente, generosamente ci cambia il cuore e cambia il mondo”.
La lettura del brano del Vangelo del “porgi l’altra guancia” ha spianato la strada all’omelia: “Fare la predica è più facile che fare i discorsi dei politici perché abbiamo già un’ispirazione. Tutto il bene che si fa è parente di Dio”, ha detto Napolioni che ha anche fatto una riflessione sull’importanza che i vaccini possano raggiungere tutte le parti del mondo, “penso alle zone più povere con cui condividiamo il destino del nostro pianeta”. La nuova sfida sarà rendere le statistiche eccellenti della campagna vaccinale a Cremona, con l’86% di vaccinati, anche per coloro che sono lontani dalle nostre realtà. “Allo stesso modo – ha aggiunto – vale per i fratelli, che spesso non ascoltiamo, che esprimono il loro no. Preghiamo, invece, perché aumentino i sì alla vita».
E un accenno al dovere morale della vaccinazione è stato fatto anche durante la preghiera dei fedeli: la vaccinazione come “gesto di amore nei confronti dei propri fratelli, in particolare dei più fragili”.

Hai poi preso la parola il presidente dell’associazione “Siamo Noi”, Claudio Bodini: “Aiutaci – ha detto tra l’altro –  ad accogliere con gentilezza le voci che ci chiedono ascolto, aiutaci a testimoniare il Vangelo con un sorriso, una parola, un gesto di affetto. Donaci l’umiltà di riconoscere che noi non siamo la luce, ma l’espressione della tua luce”.

Al termine della celebrazione, il sindaco Gianluca Galimberti ha ripercorso i drammatici giorni del marzo 2020, il lavoro corale che portò alla realizzazione in pochissimi giorni del campo dei Samaritan’s, le morti nella solitudine, ma al tempo stesso la nascita di un movimento di volontariato che consentito di distribuire cibo, mascherine e solidarietà ai più fragili costretti in casa dal lockdown. “Grazie infinite a ognuno di voi, al volontariato luminoso di Cremona e provincia”, ha poi concluso.

Infine sono state consegnate le targhe di riconoscimento per il lavoro svolto alle associazioni che hanno prestato servizio: Siamo Noi, Auser Cremona, Croce Rossa Italiana comitato di Cremona, Croce Verde Cremona, Protezione Civile Provincia di Cremona, Associazione nazionale Alpini Cremona, Gruppo Articolo32, Città dell’Uomo, associazione Uniti per la Provincia di Cremona. Pergamene per avere affincato i più fragili sono state attribuite ad Anfass Cremona, Blue Life, coop.sociale Agropolis, Auser, Accendi il buio. gbiagi

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