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Da Beethoven a Mahler, successo
per l'OGI diretta da Quatrini

Foto Sessa

Un minuto di silenzio, in memoria delle tante persone che se ne sono andate in questo anno e mezzo di pandemia, poi spazio alla musica: è iniziato così il concerto dell’Orchestra Giovanile Italiana, diretta dal giovane e talentoso maestro Sesto Quatrini, di fronte al pubblico delle grandi occasioni, per inaugurare la stagione invernale del Teatro Ponchielli.

“Questa è una serata particolare” ha detto il Sovrintendente Andrea Cigni. “Avevamo pensato di aprire nel mese di febbraio, invece abbiamo anticipato tutto. Ma quello che qui non mancherà mai, è il calore”.

Sono state quindi le famosissime note della Sinfonia n.5 in do minore di Beethoven ad aprire il concerto, con la bacchetta del virtuoso maestro Quatrini che con abilità ha fatto viaggiare il suono dai violoncelli alle viole, dalla dolcezza dei flauti al pizzicato dei contrabbassi, raccontando una delle più celebri composizioni del musicista tedesco, “Il destino che bussa alla porta” come lui stesso definiva il primo movimento. 

E se Beethoven non poteva non incantare, la sfida più complessa per una delle più virtuose orchestre italiane è stata la Quinta Sinfonia in Do Diesis minore di Mahler, che dall’iniziale marcia funebre fino al rondò finale ha tenuto il pubblico incollato alle poltrone. Standing ovation per una performance che ha decisamente convinto ed entusiasmato il pubblico.

Laura Bosio

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