Cronaca
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La Camera Penale festeggia il
25esimo pronta alle sfide future

La Camera Penale di Cremona e Crema “ Sandro Bocchi” ha celebrato il 25° anniversario dalla sua fondazione. L’evento, che si è svolto a Palazzo Trecchi, ha visto la partecipazione di tanti avvocati provenienti anche da altri Fori. Sono intervenuti l’avvocato  Emilio Gueli, presidente della Camera penale della Lombardia Orientale e in videocollegamento l’avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane.

Nel porgere il proprio saluto e formulare gli auguri a tutti i presenti, il presidente dell’UCPI Caiazza, dopo aver ringraziato la Camera Penale per la costante presenza e le tante iniziative realizzate, ha voluto citare la celebre frase di Marco Pannella “La durata è la forma delle cose”, per significare come sia importante la costanza nel perseguimento degli obiettivi di natura politica e ideale.

A fare gli onori di casa è stato il presidente Alessio Romanelli, che ha ricostruito la nascita della Camera Penale di Cremona e di quella di Crema, su intuizione del fondatore avvocato Sandro Bocchi, rispettivamente avvenute nel 1996 la prima e nel 1999 la seconda, ripercorrendone l’evoluzione e la significativa crescita fino ai nostri giorni.

L’avvocato Romanelli ha voluto sottolineare la datazione storica della fondazione di questa associazione, che vanta ben 25 anni di attività e di appassionate battaglie. Orgogliosamente ha voluto sottolineare che l’attuale organismo camerale è la risultante della fusione tra le due camere penali di Cremona e Crema, esaltandone proprio in ragione di tale fusione,  la capacità di aggregazione e i valori di solidarietà e di amicizia che fanno dell’associazione un sodalizio nobile.

Si sono poi alternati, nel ricordare la vita dell’associazione, gli avvocati Gianpietro Gennari, Marcello Lattari, Vittorio Patrini, Maria Luisa Crotti e Michele Tolomini.

Nel corso della serata è stato ricordato il compianto presidente dell’associazione, avvocato Luca Vaccari , scomparso  prematuramente pochi anni fa, con la proiezione di un’intervista rilasciata pochi mesi prima della sua scomparsa. La proiezione ha emozionato i presenti, permettendo loro di condividere l’attualità e la lungimiranza delle sue riflessioni sulla professione forense.

Dalle parole di tutti i relatori è trapelato il messaggio di speranza per il futuro dell’avvocatura che sta affrontando una sfida epocale nell’attuale periodo di cambiamento normativo e tecnologico.

Il presidente Romanelli ha poi concluso ricordando la necessità di porre sempre al centro della riflessione e dell’azione della camera penale, il carcere e di proseguire senza esitazioni nella più che ventennale battaglia per la separazione delle carriere.

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