Cronaca

Guizzardi, nuove accuse di falso
L'avvocato sospeso per un anno

Divieto temporaneo di esercitare la professione. E’ la misura cautelare interdittiva applicata dal gip Elisa Mombelli su richiesta del pm Vitina Pinto nei confronti del legale cremonese Andrea Guizzardi, sospeso dall’attività forense per un anno, a partire dal 15 ottobre scorso. Il divieto a stare lontano dai tribunali gli è stato notificato dagli agenti della squadra Mobile. Guizzardi, 45 anni, avvocato con la passione per la scrittura, con tre romanzi pubblicati e diversi premi letterari vinti, è accusato di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Per la procura, avrebbe falsificato atti giudiziari, firme di giudici e di cancellieri del tribunale di Cremona e del palazzo di giustizia di Milano.

Guizzardi non è nuovo a questo tipo di contestazioni: il 30 ottobre del 2019 era finito a processo per aver confezionato una sentenza falsa per intascarsi mille euro. Il pm aveva chiesto un anno di reclusione, ma l’imputato era stato assolto da entrambe le accuse di falso e di appropriazione indebita (per quest’ultimo reato l’azione penale non doveva essere proseguita per difetto di querela). “Non andavo a rovinarmi la vita per mille euro”, aveva commentato Guizzardi dopo la lettura della sentenza. La decisione del giudice è stata impugnata dalla procura generale di Brescia che sta ancora aspettando la pronuncia. 

Nel maggio del 2021 il secondo procedimento penale, anch’esso terminato con un’assoluzione. In questo caso Guizzardi era accusato di falso e tentata truffa per aver contraffatto un decreto ingiuntivo e un atto di pignoramento. “Una mera copia fotostatica priva dei requisiti di forma e di sostanza capaci di farla sembrare un provvedimento originale”, aveva sostenuto il suo difensore, l’avvocato Guido Maria Giarrusso. E il giudice gli aveva dato ragione.

L’indagine per cui è scattata l’attuale misura cautelare, eseguita per evitare il rischio di reiterazione del reato, risale al luglio del 2019 in seguito ad una denuncia presentata contro ignoti in procura da una signora. In una causa civile per sfratto, la controparte le aveva prodotto una sentenza del tribunale di Cremona che le sembrava falsa. A dicembre del 2020, gli agenti della Mobile guidati dal dirigente Marco Masia avevano eseguito una fugace perquisizione domiciliare e una perquisizione informatica nello studio di Guizzardi, trovando nel suo computer, contenute in un documento word, intestazioni fittizie del tribunale di Cremona, le firme false delle toghe e dei cancellieri cremonesi e milanesi, decine di atti giudiziari, tra cui sentenze civili, atti di pignoramento, decreti ingiuntivi e, persino, i verbali di sommarie informazioni testimoniali. Tutto materiale falso confezionato da Guizzardi, così come lo stemma della Repubblica italiana.

Gli inquirenti, che hanno sentito le vittime, e cioè i clienti di Guizzardi, convinti di aver vinto le cause e di conseguenza in attesa del risarcimento dei danni, ritengono che il “modus operandi” dell’avvocato Guizzardi fosse finalizzato al pagamento delle parcelle per le cause vinte. L’avvocato Guizzardi, interrogato due giorni fa dal gip, è assistito dall’avvocato Elisabetta Grandi che già lo aveva difeso nel primo processo. Per ora, da parte loro, nessuna dichiarazione.

Sara Pizzorni

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