Cronaca
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Reddito cittadinanza, sventata
truffa da 60 milioni. 16 arresti

Sedici persone arrestate e ben 9mila denunciate nell’ambito di un’operazione eseguita dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona e Novara, su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, coordinata dal gip Teresa De Pascale su richiesta del pm Paolo Storari.

Gli arresti e le perquisizioni condotte nelle province di Cremona, Lodi, Brescia, Pavia, Milano, Andria, Barletta e Agrigento, hanno consentito di sventare una truffa di oltre 60 milioni di euro e di disarticolare una associazione a delinquere capeggiata da rumeni, tesa a favorire l’erogazione del Reddito di cittadinanza a persone prive dei requisiti previsti dalla legge. I compiti e le funzioni all’interno del sodalizio criminale erano ben precisi e delineati. I promotori avevano il compito di procurare i documenti ed i nominativi di propri connazionali che non avevano neppure mai messo piede in Italia. Tali documenti venivano poi consegnati, tramite persone di fiducia, ai titolari compiacenti di Caf, che predisponevano e compilavano la falsa documentazione di supporto alla domanda (DSU e codice fiscale).

Successivamente altri membri erano incaricati di ritirare le card presso gli uffici postali. Le attività investigative, orientate e supportate anche dalle approfondite analisi condotte dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza condotte in stretta sinergia con l’Inps, hanno fatto emergere significativi elementi di responsabilità in capo ai titolari dei Caf coinvolti.

L’analisi di oltre 14.000 posizioni da parte delle Fiamme Gialle di Cremona e Novara ha consentito di far emergere le false istanze per una truffa di oltre 20 milioni di euro. Un’azione tempestiva, quella della Finanza, che ha consentito di interrompere i pagamenti evitando così l’ulteriore indebita percezione di oltre 60 milioni di euro. Nonostante le perquisizioni, gli interrogatori ed i sequestri effettuati nel corso delle indagini, i membri del sodalizio hanno continuato nella loro condotta criminosa utilizzando i medesimi documenti per ottenere il Reddito di emergenza. Con minacce ed intimidazioni hanno obbligato i titolari di altri Caf operanti tra la Lombardia e l’Emilia Romagna ad inoltrare oltre 1.200 domande che hanno causato una ulteriore truffa per 1,5 milioni di euro. L’azione di contrasto ha consentito anche in questo caso di interrompere le illecite erogazioni.

Le 16 persone tratte in arresto, tra le quali anche i titolari dei centri di assistenza fiscale dell’area milanese, sono state messe a disposizione dell’autorità giudiziaria milanese per gli interrogatori. Le indagini evidenziano il ruolo chiave della Guardia di Finanza quale polizia economico-finanziaria contro l’indebito accesso a prestazioni assistenziali e a misure di sostegno al reddito che genera iniquità e mina la coesione sociale.

 

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