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Elezioni provinciali, Soldo: "Lista
unica per il centrosinistra"

L'attuale consiglio provinciale

Saranno probabilmente tre le liste per l’elezione del Consiglio provinciale, che il 18 dicembre si contenderanno i 12 posti disponibili, secondo il meccanismo del voto ponderato che premia gli elettori (consiglieri comunali e sindaci) dei tre centri maggiori, Cremona, Crema e Casalmaggiore. Come noto infatti si tratta di elezioni di secondo livello, senza la partecipazione diretta dei cittadini.

Attualmente il consiglio provinciale in carica dal 2018 si regge su un perfetto equilibrio tra centrodestra e centrosinistra. All’epoca si presentarono tre liste: una per Viola Presidente a traino Pd; un’altra con Lega, Fratelli d’Italia e alcune frange di centrodestra; una terza apparentabile a Forza Italia pur senza questa denominazione.

Si voterà con un sistema proporzionale, i voti vanno alle singole liste e all’interno di queste ai candidati con più voti. L’anomalia sta nel fatto che l’attuale presidente Paolo Signoroni, che resterà in carica fino al 2023 è stato eletto nel 2019 con il sostegno di centrosinistra e una parte di centristi fuoriusciti da Forza Italia, uno schema che non si ripresenterà questa volta, anche per il mutato scenario nazionale.

 Pd e Sinistra daranno vita a una lista unica; i nomi devono ancora essere scelti, ma la decisione, seppure non all’unanimità, è stata presa già una decina di giorni fa in una riunione in streaming convocata dal segretario provinciale Dem Vittore Soldo, a cui stanno seguendo in questi giorni incontri di persona nei vari circondari, l’ultimo ieri sera a Casalmaggiore.

“Stiamo lavorando – spiega Soldo – per arrivare a depositare una lista di centrosinistra cercando di stare il più larghi possibile e di riuscire a coinvolgere anche quelle realtà civiche che guardano al centro e simpatizzano per il centrosinistra. Alla base ci sarà un documento programmatico che tenga insieme queste sensibilità e un progetto per il territorio.

“Anche perchè – prosegue Soldo – dobbiamo tenere presente che nei prossimi anni ci saranno le ricadute territoriali del Pnrr: è importante che il consiglo provinciale sia costituito da amministratori che abbiano ben presenti le importanti ricadute di un provvedimento di questo tipo. Bisognerà insomma tenere insieme rappresentanza sia territoriale che di genere, sensibilità politiche, ma anche riuscire a fare sintesi tra tutti gli amminstratori del territorio”.

A questo proposito c’è un tema che potrebbe essere divisivo in una formazione  di centrosinistra e cioè quello delle infrastrutture: “Non che da parte nostra non ci sia sensibilità sulle tematiche ambientali – continua il segretario -. Però questo deve riuscire ad incastrarsi con la necessità di infrastutture. Il tema dell’autostrada Cremona Mantova non riguarderà il Pnrr, però è un argomento che continuerà a passare sui tavoli di tutte le istituzioni della provincia e quindi anche del Consiglio. C’è la necessità di tenere insieme le varie sensibilità ma anche di fare in modo che ci sia una coerenza e un’amalgama rispetto al tema infrastrutture. Il documento programmatico toccherà questi temi e cercherà di far sentire coinvolti tutti quelli che hanno un’indea di territorio condiviso”.

Dunque il confronto è ancora aperto coi consiglieri che fanno riferimento alla galassia a sinistra del Pd, come Articolo 1, ex Leu, Sinistra italiana e anche Rifondazione. “Stiamo cercando di confrontarci, capiamo bene le loro sensibilità, ma c’è anche da dire che è lo stesso Pnrr che parla di sostenibilità, e di fare in modo che i progetti che cadono sul territorio abbiano una sostenibilità ambientale e non solo economica.

“La nostra provincia sconta un tema di debolezza infrastrutturale atavica, il rischio è un progressivo abbandono e impoverimento di una provincia i cui numeri si stringono sempre di più. Il confronto è aperto”.

Le ultime elezioni comunali hanno strappato Rivolta d’Adda al centrosinistra riconsegnandolo al centrodestra, una circostanza che per via del voto ponderato non avrà ripercussioni sulla Provincia, ma che fa riflettere.

“Non era semplice – afferma Soldo –  riuscire a vincere per il terzo mandato con un cambio di candidato. La lista proposta da Elisabetta Nava aveva una grandissima carica innovativa, per quel tipo di territorio con caratteristiche così peculiari. Sono le regole dell’alternanza, cosa che non è successa Spino. Ogni situazione è diversa anche se viviamo in un contesto in cui sembrava che la destra avesse il vento in poppa. E’ chiaro però che il centrosinustr a partire dal Pd deve riuscire a coinvolgere con le sue proposte anche i territori più interni, deve diventare proposta vincente non sono nelle città, ma anche nei paesi”. gbiagi

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