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Forza Italia: "Il Verde esempio di tutto
quello che un Comune può sbagliare"

Niente piano del verde, niente manutenzione negli ultimi 8 anni, niente progetto di riqualificazione urbana, niente sistemazione dei marciapiedi. Per l'opposizione quanto avvenuto con i tagli di via Serio e via Fulcheria è una serie di errori, con in più un aggravio economico: il personale transitato dal Comune ad Aem per il verde ora rappresenta un costo in più.

“Ci sono vicende che, per la superficialità e l’arroganza con le quali vengono condotte, divengono esemplificative di come non si deve amministrare il patrimonio pubblico. Una di queste è certamente quella legata al discusso abbattimento e ripiantumazione delle piante nel quartiere Po e in particolare nelle vie Serio e Fulcheria”. Per i consiglieri di Forza Italia Carlo Malvezzi, Federico Fasani, Saverio Simi, quella del Verde è una partita simbolo degli errori dell’amministrazione Galimberti, sia dal punto di vista strategico, di programmazione che di quello economico. Ecco nel dettaglio le critiche dei consiglieri di minoranza.

“La Legge 10 del 2013 prevede che i comuni possano dotarsi di un Piano del Verde per poter procedere alla gestione del proprio
patrimonio arboreo in modo efficace: la città di Cremona, contrariamente ad altri capoluoghi, ne è ancora sprovvista nonostante
siano già trascorsi 8 anni;

I Comuni capoluogo devono dotarsi di un censimento del patrimonio arboreo identificando tra questo gli alberi monumentali,
meritevoli di particolari tutele: l’Amministrazione Comunale ha censito circa il 50% del proprio patrimonio e non ha segnalato a
Regione Lombardia alcun albero monumentale.

Il verde pubblico necessita di accurati programmi di manutenzione per consentire la conservazione del patrimonio: le ultime
manutenzioni delle piante eseguite in Via Serio e Via Fulcheria prima del loro abbattimento, risalgono a diversi anni fa.

La gestione dei servizi pubblici deve essere ispirata ai criteri dell’efficienza e dell’economicità: con il trasferimento del personale dell’ex settore verde del Comune all’AEM S.p.A., il Comune paga le stesse prestazioni offerte dalle stesse persone il 40% in più. Il costo medio dei contratti di lavoro è superiore del 15% rispetto al contratto degli enti pubblici, al quale deve essere aggiunta l’IVA al 22% che per il Comune è un costo, essendo l’ente pubblico un soggetto passivo.

Le Linee Guida sulla Gestione del Verde approvate dal Ministero dell’Ambiente stabiliscono che le operazioni di abbattimento
devono avvenire solo dopo una valutazione del rischio e previa adeguata attività di comunicazione alla popolazione: la perizia agli
atti, per ammissione degli stessi estensori, non comprende la valutazione del rischio e l’abbattimento è avvenuto senza il necessario coinvolgimento della popolazione residente;

L’abbattimento di alberi è possibile solo previa assunzione di specifici atti amministrativi (determine dirigenziali) che devono essere pubblicati per consentire agli aventi diritto (cittadini e portatori di interessi) di poter proporre osservazioni e, nel caso, avanzare ricorsi al TAR: sul sito del Comune di Cremona non risulta pubblicata alcuna determina con la quale è stata autorizzata l’AEM spa ad abbattere le piante di Via Fulcheria e Via Serio. L’esistenza di un generico contratto di servizio per la manutenzione del verde non può
supplire alla necessità di uno specifico atto amministrativo che autorizzi l’abbattimento di un patrimonio della città;

Quando si interviene in modo massivo su una strada urbana collocata in un quartiere di pregio della città prevedendo l’abbattimento dell’80% degli alberi è necessario valutare la riorganizzazione degli spazi urbani, predisponendo un progetto di riqualificazione che affronti gli aspetti paesaggistici, agronomici, funzionali, viabilistici, impiantistici (sottoservizi e illuminazione). Il progetto deve essere predisposto con il concorso di diverse professionalità, approvato con uno specifico atto e reso pubblico: l’abbattimento e la ripiantumazione sono avvenuti in assenza di alcun progetto architettonico e paesaggistico. Si è provveduto alla semplice sostituzione di essenze, come fossero pali per la segnaletica o birilli stradali. E’ stato necessario rifare la gara per l’acquisto delle piante in quanto, a causa dell’assenza di programmazione, le essenze richieste non erano disponibili.

La comunicazione alla cittadinanza è avvenuta pochi giorni prima dell’inizio dei lavori, senza che la stessa potesse fornire spunti ed
elementi migliorativi.

La riqualificazione di una strada urbana non può prescindere dal rifacimento o dalla manutenzione straordinaria dei manufatti
urbani e dei marciapiedi danneggiati dagli apparati radicali delle precedenti essenze rimosse e senza rendere più sicuro il transito dei
pedoni, con particolare attenzione alle persone più fragili (anziani e disabili): la ripiantumazione è avvenuta senza intervenire
preventivamente sui manufatti urbani dissestati e pericolosi, lasciandoli nelle stesse condizioni in cui si trovavano prima dell’abbattimento.

Questi sono solo alcuni degli aspetti che documentano come sia possibile agire in spregio a leggi, linee guida, buone pratiche
tecniche, organizzazione e semplice buonsenso, maltrattando beni pubblici e cittadini. Una sorta di vademecum dal quale anche il
cittadino più distratto può apprendere come non si deve e non si può amministrare una città”.

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