Ex Mercato ortofrutticolo, dibattito
acceso: chiesto accesso agli atti
Acceso dibattito nel pomeriggio di mercoledì nell’ambito della commissione di Vigilanza convocata dalla minoranza per discutere dell’ex mercato ortofrutticolo e dello studio di fattibilità commissionato dal Comune per farlo diventare Cittadella dell’economia solidale.
A sollevare dubbi su diverse questioni è stato il consigliere di Forza Italia Carlo Malvezzi: “Ci chiediamo come mai Filiera Corta Solidale parli sul suo sito di un progetto realizzato in collaborazione con il Comune e Aem, quando non vi sono atti formali in merito a questa partita”. Il consigliere, a questo proposito, ha fatto una richiesta di accesso agli atti. Un altro punto è quello della trasparenza. “Parliamo di patrimonio pubblico, e a me sembra che si stia andando di nuovo verso un’affidamento diretto invece che mettere in campo una gara o una manifestazione di interesse per l’assegnazione di questi spazi. Sembra si dia per scontato che essi verranno affidati a Filiera Corta Solidale, facendo di nuovo l’errore fatto con A2A”.
Malvezzi solleva poi il tema di Aem, “una società commerciale del Comune, che nei suoi scopi dovrebbe fornire servizi pubblici locali, come corrente elettrica, parcheggi, semafori. Non quello di fare da agente immobiliare per Filiera Corta. E quanto può essere sostenibile un intervento che a conti fatti arriverà a costare quasi 5 milioni? Chi può dare garanzie sul ritorno economico?” si chiede il consigliere.
A indispettire Forza Italia è anche la destinazione urbanistica della zona: “Noi avevamo spinto per Cremona City Hub, un gande progetto che portasse innovazione tecnologica. L’amministrazione Galimberti ha abbandonato quel progetto, al punto che oggi nel secondo lotto del polo tecnologico, gli spazi sono stati affittati a soggetti del terziario, tra cui l’ordine dei medici, che nulla ha a che fare con il settore tecnologico. E ora per il mercato ortofrutticolo propongono un utilizzo che è sì coerente con la storia del luogo, ma che non c’entra nulla con quello che rappresenza quel comparto oggi. Non esprimo giudizio sul progetto, ma sulla coerenza con la destinazione urbanistica del comparto, sulla trasparenza delle procedure, sulla coerenza sullo scopo sociale di Aem, sulla sostenibilità sul piano economico”.
Dal canto suo l’assessore Andrea Virgilio ha innanzitutto replicato che parlare di “imprese sociali vicine all’amministrazione è un’offesa palese non solo alla giunta ma anche a chi fa impresa sociale all’interno del territorio”.
Ha poi spiegato le motivazioni delle proprie scelte: “Il compito del Comune è essere coerente con l’indirizzo che si è dato in campagna elettorale e la Cittadella dell’economia solidale è prevista all’interno del documento unico di programmazione, approvato in consiglio comunale.
Quello della cittadella dell’economia solidale è un percorso che parte da lontano e stiamo cercando di portarlo a termine con una rete di associazioni che si sta costituendo. Stiamo chiedendo a loro un piano economico e un progetto qualificante rispetto a questo obiettivo, per il momento siamo solo in una fase di interlocuzione. Per aprire ulteriormente questo piano, una volta che capiremo se il progetto può essere sostebinile, ci sarà una manifestazione di interesse”.
Virgilio risponde anche alle obiezioni su Aem, che “in questo caso non si occupa di sociale ma di valorizzare il proprio patrimonio. Ricordiamo che questo spazio lo aveva acquisito proprio mentre Malvezzi era vice sindaco. E su esso non c’è mai stata una visione strategica. Noi vogliamo anche decementificare e ipotizzare maggiori spazi verdi”.
Fondamentale, per Virgilio, è anche “che ci sia una sostenibilità economica, da parte del privato sociale, di Aem e del Comune. Bisogna ricordare che le realtà cooperative pagano un affitto come ogni azienda. L’operazione non deve essere costosa per noi”. LaBos