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"Terapia intensiva, che fine ha fatto?"
Ospedale, FdI apre nuovo fronte

Fratelli d’Italia apre un altro fronte di critica sulla gestione dell’Asst di Cremona, già sotto attacco per il ridimensionamento di Area Donna all’interno di Oncologia.

 Un’altra riorganizzazione era stata annunciata, secondo quanto risulta a Stefano Foggetti, coordinatore provinciale di FdI, quella della Anestesia e Rianimazione al settimo piano dell’ospedale, dove “dovrebbe (o sarebbe dovuta?) sorgere la nuova grande area dedicata alla degenza di cura elevata”.
“A seguito della prima emergenza pandemica – riferisce Foggetti –  su delibera regionale, la quale recepiva quanto indicato dal ministero, si prevedeva il potenziamento della rete ospedaliera, con particolare attenzione, oltre ai pronto soccorso, all’incremento delle Terapie Intensive ed alla realizzazione delle Terapie Semi Intensive respiratorie entro ottobre 2020.

Parliamo di circa 10 milioni di euro per il nostro ospedale con cui potenziare i posti letto della TI da 8 a 14 (con possibilità di modulare fino a 20 posti), e creando ex novo una unità subintensiva da 20 posti. Tutto questo in circa 8/10 mesi di lavoro. In tempo per capirci per fronteggiare almeno le ultime due ondate pandemiche.

Tutto questo avrebbe dovuto realizzarsi al 7 piano del nostro nosocomio e rivoluzionare l’approccio dell’area Rianimazione.
Tutti siamo d’accordo nel volerlo e vederlo realizzato, ma analizzando le tempistiche rimaniamo un po’ attoniti”.
Secondo Foggetti, il potenziamento era indicato per ottobre 2020, quindi in tempo per la seconda ondata pandemica, ma “la dirigenza cremonese scelse di rimandare l’intervento per fare le cose ‘fatte bene’. A maggio 2021 altri proclami della rivoluzione in vista, ma ad oggi, aprile 2022 ancora nulla. Anzi un silenzio assordante”

“Siamo convinti – conclude –  che la motivazione non possa essere la stessa dell’annullamento degli interventi edilizi relativi al nuovo Cancer Center. Dire che nel 2020 (o 2021) gli interventi non si sono fatti perché sarebbe uno spreco di denaro pubblico in vista di un nuovo ospedale pronto e operativo per il 2030 siamo certi non sia la motivazione.
Ci aspettiamo quindi che quanto prima la Dirigenza possa fare chiarezza e dare tempi certi riguardo questo più volte annunciato intervento che, a maggior ragione nell’attuale situazione, risulterebbe quanto più prezioso”.

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