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Fai, apertura straordinaria di
Villa Dati: storia e restauro

La Delegazione e il Gruppo FAI Giovani di Cremona, in collaborazione con il Comune di Cella Dati, dedicano quattro giornate al racconto della storia e del recupero di Villa Dati, antica dimora nobiliare costruita nel 1642 su commissione del nobile Paolo Dati e diventata sede dell’Amministrazione Comunale di Cella Dati dal 1889. Le visite si svolgeranno sabato 28 maggio, domenica 19 giugno e sabato 3 settembre dalle ore 15:30 alle ore 18:30. Domenica 10 luglio invece, alle ore 21 presso il salone d’onore della villa, si terrà una conferenza a cura della restauratrice Alberta Carena, che racconterà il recente intervento di restauro che ha restituito leggibilità all’importante decorazione pittorica eseguita tra Sette e Ottocento da Giovanni Battista Natali e Giovanni Motta.

La partecipazione a questa iniziativa è gratuita per tutti gli iscritti FAI mentre per i non iscritti è previsto un contributo di € 3,00 a supporto della Fondazione. Si consiglia la prenotazione cliccando qui: https://bit.ly/3PdAuoL

Villa Dati fu costruita nel 1642 su commissione del nobile Paolo Dati, che affidò l’incarico progettuale a Carlo Natali mentre il figlio di Giovanni Battista si occupò della decorazione pittorica degli ambienti al piano terra. Con la morte della marchesa Antonia Ugolani, avvenuta nel 1828, la villa passò agli Ariberti per poi essere venduta alla marchesa Maria Barbò nel 1854 e passare al comune di Cella Dati nel 1889. La villa presenta le caratteristiche tipiche della dimora nobiliare di campagna ed è costituita da un blocco centrale con un ampio loggiato e due corpi laterale aggettanti, richiamando l’impianto architettonico romano della Farnesina alla Lungara. Il salone d’onore è il luogo più affascinante del complesso e fu decorato in due momenti: Giovanni Battista Natali affrescò il soffitto con il Consiglio degli Dei, in cui è evidente la rielaborazione dei modello di Pietro da Cortona in Palazzo Pamphilij a Roma, mentre i paesaggi e la scena di Diana e Atteone alle pareti sono da ricondurre a Giovanni Motta. Nelle salette laterali è conservata la preziosa collezione di dipinti dedicati al tema della caccia e della pesca eseguiti da Giovanni Crivelli, detto Crivellino. Il giardino in origine prolungava il retro della costruzione e mentre oggi svolge la funzione di ingresso.

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