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Cremo, frenata per Alvini
Si valutano altri profili

Massimiliano Alvini e la Cremonese sono più lontani. Rimane la ferma volontà del tecnico di provare l’esperienza in grigiorosso che vede come il coronamento di un lungo percorso inziato nei dilettanti e che lo ha visto scalare la piramide calcistica fino ai palyoff di Serie B con il Perugia. Un Perugia che, forte di un contratto rinnovato fino al 2024 nel mese di aprile, ha fatto resistenza e per ora non ha liberato il tecnico di Fucecchio.

Alvini era il primo nome della lista sul taccuino della Cremonese, forte anche della conoscenza diretta col direttore sportivo Simone Giacchetta con cui ha già lavorato due stagioni all’Albinoleffe. La strada, però, al momento appare poco percorribile, considerata proprio l’intransigenza del Perugia. Il club grigiorosso così valuta anche altri profili, mai del tutto abbandonati, ma che ora inevitabilmente prendono maggiore consistenza, sebbene non si sia ancora tramontata definitivamente l’ipotesi Alvini.

In questo senso i nomi più caldi rimangono quelli di Aurelio Andreazzoli – in uscita da Empoli dove dovrebbe accasarsi Paolo Zanetti, anch’egli accostato in un primo momento alla Cremonese e che ha rescisso col Venezia – e Andrea Pirlo. Non è escluso, tuttavia, che la rosa dei papabili possa ampliarsi con profili come quelli di Leonardo Semplici o Eusebio Di Francesco. Il club, in ogni caso, vuole prendere una decisione ponderata dopo la separazione con Fabio Pecchia, senza farsi prendere dalla frenesia. Per questo i ragionamenti si concentrano anche sulla valutazioni delle caratteristiche migliori per guidare la Cremonese nel massimo campionato.

Tra i pali si fa strada l’ipotesi Ionut Radu per il dopo Marco Carnesecchi. Le grandi opere non riguardano solo la formazione. L’ex tecnico Fabio Pecchia, invece, nella giornata di ieri, martedì 31 maggio, dopo i saluti al centro Arvedi ha raggiunto immediatamente Collecchio, casa del Parma. Dalle 16.30 alle 20.40 la prima full immersion di Pecchia nella realtà crociata. Due anni di contratto e un solo obiettivo: riportare il Parma in serie A. Allo Zini, infine, proseguono senza sosta i lavori di ammodernamento, esclusa la tribuna centrale, struttura datata 1928 tutelata dalla soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, in attesa dell’ok agli interventi su parterre e piano terra.

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