Ambiente
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Secca e siccità, allarme rosso.
Po a -8,21. Piloni: "Non c'è più tempo"

Fotoservizio Francesco Sessa

Si aggrava giorno dopo giorno la situazione di pesantissima secca del fiume Po, ridotto ormai a un rigagnolo, ed emblema di un periodo di siccità che si trascina ormai da mesi. L’idrometro di Cremona ha superato il livello di -8,21 metri sotto lo zero idrometrico, segnando quotidianamente un nuovo record negativo.

E se la Lombardia è ormai in piena crisi idrica, e già in alcuni comuni sono state avviate delle forme di razionamento dell’acqua, è emergenza nelle campagne lombarde, dove a rischio sono le coltivazioni: orzo, frumento, mais e foraggi, le cui rese rischiano di calare drasticamente. A lanciare l’allarme è stata la Coldiretti della Regione, che mette in guardia sul prossimo arrivo di Scipione, l’anticiclone subtropicale che nei prossimi giorni farà impennare i termometri, aggravando ulteriormente la situazione.

Per Coldiretti è più che mai urgente che vengano avviate al più presto le misure straordinarie concertate ai tavoli di discussione, tra cui le deroghe temporanee agli obblighi del deflusso minimo vitale, il rilascio dell’acqua dagli invasi montani e un’azione coordinata con i Consorzi di Bonifica.

Ma anche la politica si sta muovendo. E’ il caso del consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni, intervenuto per chiedere alla Regione Lombardia di accelerare i tempi.

“Dieci giorni per le deroghe del deflusso minimo vitale sono troppi, ormai non c’è più tempo e i nostri coltivatori stanno per gettare la spugna” attacca il consigliere dem “Domani scadono, inoltre, i termini per le quote che le aziende agricole devono ai consorzi e le coltivazioni sono già compromesse. La Regione deve essere più tempestiva”.

Per Piloni “la Regione Lombardia si è mossa in ritardo” e le sue ultime iniziative, compresa la delibera della scorsa settimana, “non possono essere sufficienti”. Servono risposte “molto più tempestive”. A questo proposito, il consigliere chiede di fissare subito “le audizioni in commissione Agricoltura per fare il punto con i consorzi e i concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche, proprio come abbiamo chiesto formalmente nei giorni scorsi”.

“Bisogna rivedere le norme sul deflusso minimo vitale in un’ottica di prevenzione, perché sono state fatte in un periodo in cui l’acqua abbondava. Ora non è più così, ci sono i cambiamenti climatici che rendono necessario un cambiamento di strategia” conclude il consigliere dem. “Questa stagione rischia ormai di essere già compromessa, ma almeno si mettano le mani avanti per i prossimi mesi, ognuno di noi deve fare la sua parte e al più presto”. lb

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