Cronaca
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Vendite porta a porta, "consumatori
influenzati". Vittoria del Codacons

“Ricevere a casa un venditore porta a porta e concludere un contratto dopo aver ceduto alle sue insistenze, ma l’affare non si rivela tale perché il consumatore si rende conto troppo tardi che il prezzo reale d’acquisto è esorbitante. E’ quanto accaduto ad un cremonese che aveva esercitato il diritto di recesso dal contratto sebbene il venditore ne contestasse la legittimità e pretendesse il pagamento di una cifra astronomica per un banale ferro da stiro”. Lo rende noto il Codacons, al quale il cremonese si è rivolto e si è fatto rappresentare davanti al giudice di pace che ha riconosciuto la non fondatezza della pretesa del professionista al pagamento della somma dichiarando il contratto caducato.

“Siamo molto soddisfatti della sentenza”, hanno commentato i legali del Codacons, gli avvocati Angelo Cardarella e Carlo Gasparro, “perchè riconosce in pieno le ragioni del consumatore. Cogliamo l’occasione per mettere in guardia i consumatori dalle vendite porta a porta in quanto molto spesso essi sono indotti all’acquisto dietro la prospettazione del pagamento di penali nel caso in cui rinunciassero a comprare, nulla di più falso! Le visite degli addetti non sono assolutamente vincolanti e se, nonostante tutto, non si è convinti dell’acquisto effettuato si può sempre recedere nel termine di 14 giorni previsto dalla legge senza oneri e senza obbligo di motivazione”.

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