Cronaca
Commenta

Progetto di Rinaturazione
del Po: le aree interessate

Il progetto di Rinaturazione del fiume Po assume un ruolo straordinariamente strategico per gli equilibri morfologici e ecologico-ambientali dell’area interessata dal corso d’acqua più lungo d’Italia ed insieme agli interventi di difesa idraulica rappresenta una delle misure più importanti della pianificazione distrettuale attuativa delle Direttive comunitarie acque e alluvioni. Tra gli obiettivi prioritari dell’Agenda ONU 2030 per uno sviluppo più sostenibile un ruolo importante lo avrà necessariamente anche la realizzazione del progetto di Rinaturazione del Po che è stato inserito nel PNRR e recentemente approvato.

Nelle scorse settimane il Programma di Azione da 357 milioni di euro, predisposto dall’Autorità Distrettuale con il fondamentale contributo di AIPo e delle quattro Regioni rivierasche (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto), ha concluso l’iter sotto il coordinamento del Ministero della Transizione Ecologica ed è stato pubblicato.

Si tratta di 56 aree di intervento distribuite lungo l’intera asta fluviale, laddove sono maggiori le criticità morfologiche ed ambientali e conseguentemente prioritarie le esigenze di rinaturazione, consistenti in interventi di riduzione dell’artificialità, recupero delle dinamiche morfologiche anche mediante la riapertura di lanche e rami laterali, aumento della naturalità attraverso rimboschimenti e contrasto alle specie alloctone.

QUESTI I PROGETTI FINANZIATI IN PROVINCIA DI CREMONA E ALCUNI DELLE PROVINCE LIMITROFE 

Bosco Ronchetti, tra Stagno Lombardo e Pieve d’Olmi; gli Spiaggioni di Spinadesco; la Lanca di Gerole e il lancone di Gussola, sono alcuni dei progetti di rinaturazione che interessano la provincia di Cremona.

 

 

Il Programma d’Azione è dunque frutto di un’azione condivisa che ha aggiornato ed integrato le proposte inizialmente contenute nella scheda progetto del PNRR, cercando di garantire in questa prima fase di programmazione la necessaria fattibilità temporale nell’ambito del ristretto orizzonte del 2026.

“L’opportunità offerta dal PNRR e dal progetto di Rinaturazione del Po che presentiamo insieme ad AIPo e che ha trovato l’approvazione e il definitivo via libera comunitario è frutto di un lavoro approfondito e realizzato in tempi rapidi dallo staff distrettuale dopo una accurata ricognizione sui territori interessati e un capillare lavoro di aggiornamento e approfondimento tecnico nelle aree interessate degli interventi – ha commentato il Segretario dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po-Mite Alessandro Bratti – Gli interventi di rinaturazione consentiranno di realizzare un modello tanto necessario quanto alternativo rispetto al passato in grado di incidere positivamente sugli equilibri ecologici del Grande Fiume”. Un progetto articolato che ha richiesto l’impegno fattivo dell’Autorità distrettuale. “Dare maggior spazio al fiume, assecondando, gestendo ed incentivando, compatibilmente con le esigenze di difesa dalle piene, utilizzo della risorsa idrica e navigabilità, i processi geomorfologici all’interno del corridoio ecologico – fluviale più importante d’Italia: è questa l’ottica comune che ha guidato l’ampio ed articolato lavoro avviato lo scorso autunno e svolto congiuntamente ad AIPo e con gli importanti contributi delle Regioni e degli enti gestori dei Parchi e siti Rete Natura 2000” – ha aggiunto l’ingegner Andrea Colombo di AdBPo.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il documento strategico richiesto dalla Commissione Europea a ciascuno degli Stati Membri per accedere ai fondi. Uno dei pilastri sul quale si fonda il PNRR riguarda la transizione ecologica che prevede un processo in grado di passare da un modello sociale ed economico basato sull’uso intensivo delle risorse ambientali ad uno in grado di impiegare, proteggere e valorizzare l’inestimabile capitale naturale, ponendolo alla base del modello di sviluppo collettivo comunitario.

E’ in questo contesto così complesso che si colloca il progetto di “Rinaturazione dell’Area del Po”, previsto dall’Investimento 3.3 del PNRR, che rappresenta per ambito territoriale (intera asta fluviale) e risorse stanziate (357 milioni di euro) una grande opportunità per rilanciare e realizzare un grande ed aggiornato progetto già disponibile negli strumenti di pianificazione distrettuale e regionale, nel perseguimento degli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030.

Il Po, con i suoi 652 chilometri di lunghezza e i 71.000 km2 di bacino idrografico, è da sempre un importantissimo corridoio ecologico, che attraversa l’intera pianura Padana, una delle aree più antropizzate d’Europa e dell’intero paese che comunque conserva ancora oggi un buon potenziale di recupero dei processi geomorfologici, ecologici e di biodiversità e costituisce un bene comune di straordinaria rilevanza sociale e ambientale: un patrimonio insostituibile da conservare e valorizzare soprattutto per le generazioni future.

© Riproduzione riservata
Commenti