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Caro bollette, l'opposizione
attacca: "Da Galimberti solo parole"

Un nulla di fatto sul caro energia in consiglio comunale. A puntare il dito sono alcuni consiglieri di minoranza, Carlo Malvezzi. Federico Fasani e Saverio Simi di Forza Italia, e Maria Vittoria Ceraso di Viva Cremona, secondo cui “dopo un’estate di incontri annunciati sui media in merito al gravissimo problema del caro bollette che sta colpendo pesantemente famiglie e imprese, il Sindaco di Cremona si è presentato in Consiglio Comunale con un pugno di mosche in mano” si legge in una nota. “L’ordine del giorno del Partito Democratico, zeppo di impegni vaghi ed evanescenti ne è la prova concreta”.

I consiglieri si pongono quindi alcune domande. “Quale beneficio reale per i cittadini e per le imprese cremonesi ha avuto il tanto sbandierato incontro con un dirigente di A2A convocato a Palazzo? Semplicemente nessuno! Che i prezzi del gas, già molto elevati, applicati dagli operatori del settore durante l’estate rimanessero invariati fino alla fine di settembre non è una novità, ma un’ovvietà nota a tutti. La vera impennata dei prezzi è attesa dal 1 ottobre. Quindi A2A si è impegnata ad applicare condizioni di vantaggio per i cremonesi dal prossimo mese? No, A2A agirà esattamente come tutti gli altri operatori del settore, senza applicare sconti ai cremonesi”.

C’è poi il tema del teleriscaldamento. “Se il termovalorizzatore di Cremona che produce, a seguito della combustione dei rifiuti, il 35% dell’acqua calda immessa nella rete del teleriscaldamento cittadino fosse stato spento dalla Giunta Comunale come promesso nel 2017 (obbiettivo mancato) e nel 2024 (obbiettivo che verrà mancato anche nel 2029) i cittadini cremonesi avrebbero avuto qualche vantaggio? La risposta è no. In assenza del termovalorizzatore l’acqua calda necessaria al teleriscaldamento avrebbe dovuto essere integralmente prodotta dall’impianto a turbogas di Via Postumia, alimentato a metano. Ne consegue che i costi del teleriscaldamento, al quale sono allacciate migliaia di unità immobiliari e la maggior parte degli edifici pubblici di Cremona, avrebbero potuto essere persino maggiori rispetto agli attuali” continuano i consiglieri di opposizione.

Altra questione è quella degli impianti per la produzione di energia rinnovabile previsti nel progetto Cremona 20-30, “annunciati in pompa magna un anno fa con dispiego di ingenti risorse” evidenziano ancora i consiglieri. Impianti che ancora non sono stati realizzati. “Il faraonico progetto di produzione di energia tramite la coltivazione delle alghe in serra, che prevederebbe l’occupazione di circa 50.000 mq. di suolo agricolo (equivalente alla superficie di 8 campi da calcio), è ancora una slide. Stesso stato di avanzamento del progetto di recupero di calore dalle acque reflue urbane e di trattamento dei reflui industriali: certamente interessanti, ma ancora solo sulla carta. Non ci risulta sia stata neppure eseguita un’accurata analisi costi/benefici.

Ma allora chi può realmente agire per contenere il prezzo del gas in una situazione di emergenza? Le scelte spettano alla Commissione Europea e al Governo Italiano, che si stanno già adoperando per fissare il limite massimo al prezzo del gas, sganciare il prezzo del gas da quello dell’energia, incassare dagli operatori del settore la tassazione sulle plusvalenze e destinarle al sostegno delle imprese e delle famiglie, ridurre al 5% l’aliquota IVA agli utenti del teleriscaldamento, oggi penalizzati.

Ma cosa può fare di concreto un’amministrazione comunale di fronte ad un’emergenza così grave? Potrebbe agire come un buon padre di famiglia rimodulando le proprie priorità rispetto ai bisogni dei cittadini, partendo dalla riduzione dei consumi sui propri immobili, attuata con programma dettagliato e concreto. Potrebbe lavorare con i rappresentanti delle categorie economiche individuando le situazioni più critiche, potrebbe proporre alle fondazioni bancarie di costituire un fondo di garanzia per supportare le imprese nel momento di maggiore fatica per evitarne la chiusura. Potrebbe anche chiedere ad A2A S.p.A., alla quale è stato “ceduto” tutto il suo patrimonio, di destinare una contribuzione straordinaria alla Fondazione LGH. Potrebbe condividere con gli altri soci di LGH la proposta di destinare tutte le somme disponibile nei prossimi due anni (3 milioni di euro all’anno) per aiutare le imprese locali, derogando eccezionalmente alle finalità della stessa fondazione. Basterebbe una piccola modifica statutaria. Potrebbe verificare forme di collaborazione con l’Associazione Uniti per Cremona allo scopo di sostenere le famiglie più in difficoltà.

Perché il nostro Paese è tra quelli più in difficoltà in Europa? Perché per decenni è stato condizionato dai veti ideologici delle forze di sinistra che gli hanno impedito di sfruttare le proprie potenzialità e sviluppare la ricerca sul nucleare pulito. L’Italia è tra i paesi con maggior dipendenza energetica dall’estero.

Ma di fronte ad una situazione tanto grave è possibile che le forze politiche presenti in Comune lavorino insieme? Purtroppo no! Perché Cremona è governata da una maggioranza così intenta a guardare il proprio ombelico da confondere l’agitarsi vacuo di un Sindaco in cerca di like con i fatti reali, e la propaganda autoreferenziale con soluzione concreta dei problemi della gente” conclude la minoranza.

 

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